Al via l’offensiva del generale Haftar finalizzata ad entrare a Tripoli. I consigli municipale e militare di Misurata, pro Al Serraj, hanno proclamato uno stato di mobilitazione generale. Per fronteggiare e cercare di neutralizzare l’attacco lanciato dall’Esercito nazionale libico di Khalifa Haftar per prendere il controllo di Tripoli. “Chiediamo al Consiglio presidenziale di usare ogni mezzo possibile e di mobilitare tutti i settori dello Stato per questo scopo”, si legge in una nota congiunta dei consigli di Misurata. La nota parla di” brutale aggressione contro Tripoli”. Il comunicato spiega che “Misurata è pronta a combattere questa battaglia per tirar fuori questo Paese dalla tirannia”. Dalla parte dei consigli municipale e militare si sono schierati i consigli dei sapienti e la “società civile”, oltre a imprenditori e rappresentanti del giornalismo.

Tripoli ha smentito la notizia del ferimento del ministro degli Interni, Fathi Bashagha. A dare la notizia del suo pericolo di vita erano state fonti dell’Esercito nazionale libico. Secondo le quali il convoglio di Bashagha era stato attaccato nella notte da milizie armate non identificate a Misurata a est di Tripoli. Secondo le fonti, Bashagha è stato vittima di un attentato da parte di milizie armate non identificate. Considerato vicino ai Fratelli Musulmani e uomo forte del governo di Tripoli, Bashagha è stato attaccato dopo che aveva lasciato una riunione a Misurata.

L’Egitto è da tempo ufficialmente entrato nella questione libica. Il governo di accordo nazionale del premier libico Fayez al-Serraj è tenuto ormai “in ostaggio” da milizie armate. Il numero uno egiziano, Abdel-Fattah al-Sisi, ha dichiarato che “Il governo a Tripoli è tenuto in ostaggio da milizie armate e terroriste”. L’intervento di al-Sisi giunge dopo che l’Esercito del generale Haftar ha annunciato la battaglia “decisiva” per Tripoli. La sicurezza egiziana, ha proseguito al-Sisi, “è direttamente colpita” dalla situazione in Libia. “Avremmo potuto intervenire in Libia, ma non lo abbiamo fatto per rispetto di fratellanza”, ha aggiunto. L’Egitto, con Emirati Arabi Uniti ed Arabia Saudita, appoggia Haftar, invece Turchia e Qatar sono schierate dalla parte del governo di al-Serraj.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha ribadito che Ankara è pronta a fornire aiuti militari al governo-fantoccio del premier Serraj se ne farà richiesta. “Proteggeremo i diritti della Libia e della Turchia nel Mediterraneo orientale. Siamo più che pronti a dare il supporto necessario alla Libia”, ha detto Erdogan all’emittente dopo un incontro con al-Serraj. Il presidente turco ha quindi criticato il generale Khalifa Haftar. Affermando che “non è un leader legittimato ed è il rappresentante di una struttura illegale”. Già il 10 dicembre Erdogan aveva detto che la Turchia era pronta a “inviare un numero sufficiente” di militari “se la Libia dovesse chiedere assistenza militare. La Turchia prenderà una decisione in merito in modo indipendente, non chiederemo il permesso a nessuno”.