Se con la raffazzonata manifestazione di piazza del 2 giugno l’obsoleto ologramma denominato “centrodestra” non ha detto, né poteva dire, niente di nuovo né di utile sul piano politico, non possiamo non rilevare, invece, il suo importante contributo al dibattito scientifico. Mentre virologi, epidemiologi, medici e scienziati di ogni tipo e dimensione – veri, immaginari, raccomandati, millantatori, da talk show – si accapigliano sui media (senza dimenticare di passare all’incasso) sulle possibili mutazioni del subdolo Virus Covid 19, sulla sua effettiva pericolosità e sulle misure necessarie a debellarlo, la suddetta manifestazione ha inaspettatamente fornito importanti risposte alla scienza e alla medicina.

Come sappiamo i comportamenti poco ortodossi dei manifestanti del 2 giugno avevano sollevato un coro unanimemente sdegnato per lo scarso rispetto delle precauzioni sanitarie da parte di manifestanti buzzurri ed irresponsabili.

“Un manipolo di gente sudata, accalcata, senza mascherine” sintetizzava efficacemente Gianrico Carofiglio, spocchioso ed insopportabile esemplare della più ottusa intellighenzia radical chic, capace di fondere in un unico personaggio alcuni dei più scontati stereotipi del genere: ex toga rossa, ex parlamentare PD, scrittore alla moda di noiosissimi e pretenziosi noir, ospite fisso di talk show faziosi, possibile candidato al Premio Strega, che per gli scrivani della sinistra è la consacrazione più ambita. “Usciamo da mesi di morte e paura e loro se ne fregano. Vergogna e ancora vergogna”; “3 mesi di sacrifici degli Italiani per uno spettacolo indecente”, tuonavano indignati i commentatori delle redazioni politicamente corrette, per le quali l’unica notizia degna di nota era la mancata osservanza degli obblighi di mascherine e distanziamento.

Nemmeno una settimana dopo e sull’onda della vicenda di Robert Floyd (ma ignorando la complessità della questione) migliaia di persone al grido di “Black Lives Matter” scendono in piazza a Torino, Bologna, Roma, Milano ed in molte altre città per manifestare “contro il razzismo”.

Ed ecco il miracolo: nessun distanziamento, anzi dovunque gente pigiata, ammassata, addensata, (probabilmente anche sudata, giusto per seguire la classificazione di Carofiglio) poche mascherine, molti slogan ma nessuna indignazione per il mancato rispetto delle “regole”.

Tutt’altro, i toni sono tanto trionfali e enfatici quanto erano indignati e schifati quelli di una settimana prima: “Milano, in migliaia si inginocchiano per George Floyd: Dire in Italia Black Lives Matter significa chiedere riforma della cittadinanza” spara Repubblica da Milano descrivendo entusiasticamente “un mix di musica e interventi dal palco, balli e cori”; “Roma anti-razzista In piazza per Floyd chiede lo Ius soli” rispondono entusiasticamente i colleghi della redazione di Roma.

Mascherine? Distanziamento? Regole sanitarie? Non pervenute e non rilevanti. Pericoli di contagio? Evidentemente inesistenti. E i bravi commentatori indignati di una settimana prima? Spariti, muti, afoni. E la DIGOS che starebbe indagando sui manifestanti del 2 giugno? C’era anche stavolta? Batterà un colpo? Mistero.

Conclusione: possiamo descrivere un grande esperimento scientifico che finalmente ha dato un’indicazione precisa ed inequivocabile sull’evoluzione del virus Covid 19: il virus è pericoloso solo se proviene da soggetti di destra o anche centro destra; in tutti gli altri casi prevale l’immunità del gregge dei pecoroni politicamente corretti e di sinistra e non ci sono pericoli.

Anche se serviranno ulteriori studi per capire meglio il pericolo epidemiologico di Forza Italia, la cui contagiosità potrebbe ovviamente svanire nel momento in cui dovesse intrupparsi nel gregge ed appoggiare o puntellare il governo giallorosso.

Ergo solo le manifestazioni di destra, quelle con i bifolchi accalcati e sudati, sono un pericolo sanitario, solo lì le mascherine devono essere indossate e le distanze rispettate, solo per quelle ci si deve indignare e si può starnazzare.

La conclusione è ovvia ed inevitabile: per motivi di igiene pubblica ed emergenza sanitaria queste manifestazioni dovrebbero essere assolutamente vietate e i partecipanti, i simpatizzanti, i militanti devono finire in quarantena sine die. Solo così si potrà tutelare efficacemente la salute dei cittadini democratici e debellare definitivamente il terribile virus cinese.