Il mercato immobiliare a partire dalla metà degli anni ’90 ha assistito ad un generalizzato aumento dei prezzi a fronte di una crescita più ridotta dei redditi famigliari, generando tensioni abitative soprattutto nelle aree metropolitane, rispetto alle quali gli strumenti tradizionali dell’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) faticano a produrre risposte adeguate.
La domanda di case si è trasformata nel tempo, diventando più complessa e articolata, e appare oggi caratterizzata dalla presenza di domande abitative atipiche (forte aumento di single, famiglie mono -genitoriali, immigrati, lavoratori temporanei, studenti fuori sede, ecc) e dall’allargamento dell’emergenza casa a fasce della popolazione intermedie, fino a pochi anni fa non toccate da questo tipo di disagio.
Dopo molti anni di favore generale per la casa di proprietà, con più dell’80% di italiani proprietari dell’abitazione, è inoltre iniziata una riflessione sulle crescenti difficoltà di coloro che non sono in condizione di accedere a un mutuo o che hanno bisogni abitativi di carattere temporaneo, evidenziando la necessità di incrementare la disponibilità di alloggi in affitto a canone calmierato.
La riflessione, anche sulla base del confronto internazionale, si è poi estesa alle modalità di funzionamento del settore dell’ERP, agli strumenti utilizzati, alle tipologie di operatori e agli obiettivi delle politiche abitative, queste ultime sempre più elemento determinante del benessere delle persone e della capacità del territorio di essere attrattivo e competitivo.
È un argomento centrale, perché ad esso sono connesse le problematiche delle famiglie, del lavoro, dell’integrazione e dello sviluppo delle città.