Le Figaro, nell’edizione del Primo ottobre, ha dedicato un’ampia analisi al DEF italiano all’indomani della sua diffusione affrontandone nel dettaglio l’esame anche dal punto di vista tecnico-economico.
Un Documento di Economia e Finanza dove viene orgogliosamente ribadita la sovranità anche in tema di scelte economiche dopo gli anni bui dei ‘tecnici’ del del PD euroguidato al Governo.
L’aspetto più interessante riguarda però le considerazioni politiche espresse dal suo autore: Steve Ohana, esperto di finanza, professore associato all’ESCP Europe (prestigiosa business school fondata a Parigi nel 1819) e autore di un libro dal titolo emblematico, “Désobéir pour Sauver l’Europe”.
Secondo questo docente, esperto di economia, in ogni caso i leader europei si trovano di fronte a grosse difficoltà.
Decidendo di chiudere un occhio sulle posizioni italiane, potrebbero distruggere la scarsa credibilità che rimane delle regole comuni della UE.
Se viceversa dovessero decidere di elevare il livello di scontro, anche solo verbale, con il governo italiano, permetterebbero a Di Maio e Salvini di conseguire il fondamentale risultato di ergersi a custodi della sovranità popolare espressa col voto degli italiani il 4 marzo che aveva premiato loro soprattutto per le posizioni critiche verso la UE.
Come potrebbero, inoltre, personaggi come Emmanuel Macron o Bruno Le Maire (rispettivamente Presidente e Ministro dell’Economia francesi) mettere all’indice la posizione dell’Italia, dall’alto di quale rigore avrebbero maturato il diritto di impartire lezioni al Governo italiano, dopo che hanno appena annunciato un deficit del 2,8% del PIL per il 2019?
“Con quale coerenza potrebbe la Commissione europea muovere rilievi all’Italia senza muovere analoghe critiche alla Francia?” ha infine osservato Ohana.
Dunque da parte italiana è iniziata la prima e fondamentale battaglia sovranista in nome dell’Italia ma anche dei popoli europei, l’approvazione del DEF varato dal Governo italiano, è però solo una delle tappe di avvicinamento verso l’obiettivo finale: il cuore della UE degli usurai che però non dispongono di nessuna arma (a parte suscitare timori e disorientamento con le loro minacce) per vincerla…
La strategia di Salvini e Di Maio non è quindi destinata a causare a breve termine uno tsunami in grado di travolgere immediatamente le istituzioni europee o suscitare un’uscita italiana dalla UE o dalla zona Euro.
Anche perché è una posizione sulla quale attualmente non potrebbero contare probabilmente su una maggioranza viste anche le resistenze di Mattarella.
Per ora, l’obiettivo del capo della Lega è stato quindi quello di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica italiana ed europea su temi di forte impatto emotivo quali immigrazione clandestina e recessione in vista delle elezioni europee del maggio 2019, dove spera di portare al Parlamento europeo una maggioranza di deputati in tutta l’Unione che condividano la sua linea di sovranità e anti-immigrazione.
Questo il senso del convegno organizzato a Roma nelle scorse ore insieme a Marine Le Pen che sembra proprio preludere a un fronte sovranista europeo.
Nel corso di questo convegno tra battute sarcastiche dedicate all’incontro tra Emmanuel Macron e Roberto Saviano la Le Pen ha avuto modo di polemizzare con Juncker e Moscovici, “i nemici europei asserragliati nel bunker di Bruxelles” e di ricordare a Steve Bannon, l’ex capo stratega di Donald Trump la composizione del futuro fronte sovranista.
“Voglio chiarire a tutti che Steve Bannon non è un cittadino europeo, è un cittadino americano che ha suggerito di creare una fondazione che offra sondaggi e analisi, ma la forza politica che uscirà dalle elezioni di maggio siamo noi, e noi soltanto”
Un’alleanza a due sulle ali dell’euroscetticismo con un’intesa per cambiare l’Ue da cima a fondo.
Possiamo scommetterlo.