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Molte, moltissime le bandiere tricolori domenica 22 maggio sulle rive del fiume “sacro alla patria” a Saletto di Breda di Piave (Tv), per l’evento organizzato dal Comitato 24 Maggio e dall’Associazione Argine Maestro; dove i ragazzi del ’99 combatterono contro le truppe austroungariche impedendone l’avanzata. La manifestazione si è svolta a pochi metri dalle trincee scavata sull’argine del fiume e rinvenute dai volontari. Evento fortemente voluto da Raffaele Zanon che con Mirco Pagnossin ha rivolto un invito ai tanti partecipanti: “Oggi dobbiamo essere armati solo di tricolore, il Piave deve diventare una linea ideale per una ritrovata identità nazionale e di Patria”.

Presenti molti amministratori e uomini di cultura della Destra politica. “Questa giornata la dedichiamo non solo a chi perse la vita sulle sponde del fiume nell’ultima battaglia del Risorgimento” spiega l’Assessore Provinciale Mirco Lorenzon “ma anche ai Marò che stiamo lasciando marcire nelle fauci del sistema giudiziario indiano. L’hastag della giornata di oggi ricorda il sacrificio di intere generazioni di italiani, Italia che oggi viene minata invece da una politica estera sbagliata, da una immigrazione incontrollata”.

E’ intervenuta anche l’Assessore del comune di Padova Marina Buffoni che ha ricordato come: “Arrivare sul Piave significa riconnettersi a una Nazione, una storia, una civiltà. Siamo qui per rendere onore alla storia della Nazione, non a ricordare un massacro ma il tempo in cui eravamo un popolo, a riannodare un percorso anche familiare”.

Ha fatto seguito l’intervento di Tiziana D’Andrea a nome dei Comitati Terra Nostra “Queste sono rive profondamente insanguinate di sangue patrio, ma c’è anche un’altra Patria che è l’Europa che noi dobbiamo difendere. Questo argine, questa linea del Piave “ideale” ci aiuterà a difendere la nostra Italia”.

Sul palco sono intervenuti anche Stefano Lecca e Carla Bonotto ricordando che “Questa celebrazione ci serve per guardare avanti e chiederci che responsabilità abbiamo noi oggi, non abbiamo sconfitto l’Impero Austroungarico per ritrovarci dopo 100 anni servi dai tedeschi, non abbiamo difeso il nostro confine 100 anni fa per non essere in grado ora di difendere la nostra identità nazionale, per assistere ora a una silenziosa e incontrollata invasione di immigrati”. E poi gli interventi di Ivone Sandini e di Gino Balbinot del Sap: “Noi italiani siamo diventati tante monadi, ci occupiamo solo di noi stessi mentre dobbiamo recuperare il senso di sentirci tutti italiani, prima di tutto italiani”. Soddisfazione piena per il Comitato 24 maggio che ha ringraziato tutte le Associazioni combattentistiche e d’Arma presenti, Luisa Baldi, dell’ Accademia del Teatro in lingua veneta, e la Banda Ferdinando Sebastiani che ha fatto da colonna sonora all’evento che si è concluso con l’esposizione di in tricolore di 50 metri e il Giuramento sul Piave scritto da Marco Valle e pronunciato da Raffaele Zanon.

 

IL GIURAMENTO

 

1917. Osservando la linea del fronte, Ungaretti, nella sua poesia di guerra più bella, scriveva:

Di queste case


Non è rimasto
 Che qualche
 Brandello di muro


Di tanti
 Che mi corrispondevano
 Non è rimasto
 Neppure tanto


Ma nel cuore
 Nessuna croce manca


È il mio cuore 
Il paese più straziato.

Oggi, cent’anni dopo, i nostri cuori sono straziati come quello del poeta soldato. Di fronte, questa volta non abbiamo un’armata nemica, non abbiamo i “crucchi”, gli austriaci, ma una costruzione grigia e anonima che hanno chiamato Unione Europea e gli sconosciuti signori del denaro e delle banche, volti senza patria, gente senza onore e senza pietà.

I nostri cuori sono straziati. Dietro o sopra di noi vi è chi tradisce, inganna, intriga. In nome del denaro straniero, della finta società multiculturale, dello sfruttamento e della menzogna.

I nostri cuori sono straziati. Dietro e accanto a noi vi è una nazione umiliata, impoverita, smarrita. Senza orgoglio e dignità. Un paese senza Patria.

Ma la Patria non è solo una bandiera, un canto, una festa. Una commemorazione.

La Patria è vita. La Patria è memoria e futuro, lavoro e bellezza, intelligenza e arte, lingua e tradizioni. La Patria è Virgilio, Dante, Petrarca, Manzoni e Pirandello. La Patria è Enrico Mattei, Paolo Borsellino, Samantha Cristoforetti.

La Patria è l’imprenditore che non si arrende ai soprusi fiscali, è la madre che si ammazza di lavoro per suoi figli, il soldato che parte per la Libia o l’Iraq, il poliziotto che combatte la mafia, l’artigiano che crea i gioielli del Made in Italy, l’agricoltore che difende il suo campo, lo studente che non si rassegna ad un futuro da disoccupato.

La Patria siamo Noi. Gli italiani. Oggi giuriamo, qui sul Piave, di difenderla e proteggerla. Una volta di più. Come allora.

Viva l’Italia. L’Italia eterna.