La dittatura dei cretini è la peggiore. Perché, asseriva Bernard Shaw, i criminali fanno male quando vogliono, i cretini sempre. Come le sinistre in Italia. Che discriminano finanche le parole: guai a chiamare negri i negri, bianchi i bianchi, gialli i gialli.

Abusando di Einstein, si pretende che ci sia una sola razza, quella umana. Come se ci fosse un solo fiore, un’unica pianta, un’unica specie animale. Distinguere una margherita da una rosa è discriminare? Osservare le differenze fra un coccodrillo e un cane è razzismo? Declinare al maschile e al femminile un titolo, un ruolo, una funzione, è sovranista, fascista?

I cretini dicono si. E le sinistre, pure. Che, dunque, o sono cretine o sono ipocrite. Spesso ambedue. Io non intendo sottostare ne’ ai cretini, ne’ agli ipocriti. Non mi cale se esista biologicamente la razza. Esistono certamente le etnie, i popoli, le nazioni, le diversità. Esiste il diritto a scegliere, preferire, disapprovare, acconsentire: il diritto alla libertà. Il diritto, anzi, il dovere di contestare e contrastare i cretini, anche se di sinistra, anche, soprattutto, se ai vertici della società e delle istituzioni. Si chiamino Alfano, Boldrini o Poletti.