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In Italia capita davvero di tutto, a partire da certi autocrati lombardi fautori di un allargamento dell’”area liberale” ed incapaci di ammettere gli errori compiuti con l’Italicum. Palesi e direi plateali, quanto però scontate, sono le contraddizioni di certi quotidiani, apparentemente di minoranza (l’opposizione è termine pericoloso ed inopportuno), i quali presentano ai loro lettori analisi scombinate ed autolesionistiche.

Invece di gioire per le accuse lanciate a Renzi dal capogruppo tedesco PPE (lo stesso in cui figurano i superstiti forzisti berlusconiani) all’Europarlamento, di irresponsabilità e ancora più pesante (dal nostro punto di vista condivisibile) quella di stupidità del ministro delle finanze tedesco ai leaders socialisti (poverini, debbono subire anche Renzi), il foglio di famiglia e l’esigua area rimasta agli ordini del “Cavaliere” si ribellano, non comprendendo che le rivendicazioni alla “flessibilità” non sono davvero sussulti di sano spirito nazionale, spirito a lui ed ai suoi ispiratori del tutto sconosciuto, ma ricerca di passaporti per misure economiche dilapidatrici, scriteriate, dissennate, politicizzate e meramente strumentali.

Invece di guardare con favore al vertice svoltosi ad Atene alla presenza dei capi di Stato e di governo di Francia (di imminente scadenza), di Spagna (da mesi improbabili e privi di solida maggioranza), di Portogallo, di Grecia e dei fondamentali Cipro e Malta, promosso da quel modello di assennatezza politica, tale Alexis Tsipras, fino a qualche ora prima sacrosantemente attaccato per la propria irritante demagogia, ed in cui sono trasparenti le mire egemoniche del Renzi , perché non si elabora e si presenta all’elettorato un attento, minuzioso e soprattutto credibile progetto di salvaguardia dell’economia e della sicurezza sociale, senza inseguire e seguire i calcoli e gli obiettivi degli imprenditori, tutelati da Parisi, e senza pensare alle tante marchette e mancette, proprie dell’armamentario populistico del governo.

Della situazione reale, cioè quella davvero non appresa sulle gazzette quotidiane e ancora di meno dalle reti televisive, giungono ai singoli cittadini segni quotidiani. Un mio amico risparmiatore (l’infame non è consumatore !) ha ricevuto l’altro giorno da una compagnia assicurativa, partner dell’ultrapotente Unicredit, la comunicazione che “in considerazione delle incerte prospettive macroeconomiche e del protrarsi di uno scenario di mercato caratterizzato da bassi tassi di interesse, che in alcuni casi hanno assunto anche valori negativi, […] la nuova misura del tasso minimo garantito […] a partire dal 1° settembre 2016 sarà annualmente pari a zero”.

Intanto i dati del “Sistema delle comunicazioni obbligatorie”, diffusi dal ministero del Lavoro, affidato all’ex compagno (?) Poletti, riferiscono di un aumento dei licenziamenti del 7,4%, di una diminuzione dei contratti, drammatica, del 25,4%, e delle assunzioni a tempo determinato dell’8,7%. Ora magari a “Repubblica” o ad “Avvenire”, gazzette renziane per antonomasia, arriveranno a commentare positivamente questo quadro sempre più grave, fallimento tanto tangibile dei parti legislativi degli esecutivi Monti e “Renzi”, manifestato con un governo incongruo ed inconcludente, alle prese con problemi e drammi di fronte ai quali è palesemente inadatto.

Allora cosa si architetta dai gruppi di potere e dai partiti della maggioranza reale, che include FI ed i suoi fogli – veline (“il Giornale” e “Libero”), ben diversa da quella ufficiale? Alla vigilia della decisione, vanamente attesa dall’incapace sindaca Raggi, si rispolvera il progetto delle Olimpiadi a Roma, bloccato tra lo stupore e l’incredulità dei “salotti buoni”, dallo “statista”, a livello di palcoscenici e di teatrini, di nome Beppe Grillo, ma già rifiutato con il loro voto – lo si dimentica – dai romani, non solo in rotta con i partiti, ma anche davanti all’ipotesi di un impegno, pur non imminente, ma tale da sconvolgere, affossare ed eludere la quotidianità da VII o VIII mondo, in cui sono costretti a vivere.

E’ giunta poi notizia che milioni di italiani, che ne hanno seguito le prodezze (tali vista la condizione lacrimevole dello sport in Italia) alle Olimpiadi brasiliane, dopo la stesura della lettura a sostegno della candidatura del 2024 e l’ampia diffusione ovviamente data, siano colpiti in questi giorni da crisi inarrestabili di pianto per la fatica materiale e complessa …. da loro compiuta.