Un accordo “accettabile” sulle ispezioni a due siti nucleari è ancora “possibile”. È quanto ha annunciato ieri il ministro iraniano degli Esteri Mohammad Javad Zarif (nella foto), aprendo a una possibile soluzione in merito alla richiesta degli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) di visitare due siti nucleari nella Repubblica islamica.

L’annuncio del capo della diplomazia di Teheran, giunto in serata con un messaggio rilanciato su Twitter, apre spiragli alla soluzione di una crisi in atto da tempo e che rischia di inasprire le relazioni fra i Paesi ancora vincolati all’accordo nucleare. Francia, Gran Bretagna e Germania hanno presentato una bozza di risoluzione al direttorio Aiea, in cui chiedono che l’Iran conceda il “via libera all’ingresso” degli ispettori in due diversi siti nucleari e una “piena collaborazione” con l’agenzia atomica delle Nazioni Unite.

Nel suo messaggio Zarif sottolinea che “il BoG [il consiglio di amministrazione] non dovrebbe permettere ai nemici del Jcpoa di mettere a repentaglio gli interessi supremi dell’Iran. L’E3 non dovrebbe essere solo un’entità accessoria, dopo aver fallito i propri doveri nel contesto del Jcpoa”. Egli ha quindi aggiunto che “non abbiamo niente da nascondere. Si sono registrate più ispezioni in Iran negli ultimi 5 anni, che in tutta la storia dell’Aiea. Un accordo è possibile – conclude – ma questa risoluzione lo annienterebbe”.

Il riferimento è alla possibile approvazione di una risoluzione Aiea con l’obiettivo di aumentare la pressione sull’Iran, che finora non avrebbe garantito piena collaborazione all’attività degli ispettori, in particolare su due controversi siti. Secondo alcuni esperti e critici agli inizi del duemila – e ben prima dell’accordo – si sarebbero svolte al loro interno attività di arricchimento dell’uranio, finalizzato allo sviluppo di armi nucleari.

Nel maggio 2018 il presidente Usa Donald Trump ha ordinato il ritiro dall’accordo nucleare (Jcpoa) voluto da Barack Obama, introducendo le più dure sanzioni della storia . Una decisione che ha provocato un significativo calo nell’economia iraniana e un crollo nel petrolio. In risposta Teheran ha minacciato di riprendere l’arricchimento dell’uranio per scopi civili.

 

fonte Asia news