L’area culturale, politica e psicologica della destra italiana e’ certamente più vasta di quella censita elettoralmente e istituzionalmente rappresentata. Ci sono più cittadini di destra che elettori della Lega, di Forza Italia e di Fratelli d’Italia. Molti di loro sanno di essere di destra e soffrono per la mancanza di un referente politico adeguato. Molti altri lo sono e non lo sanno perché nessuno provvede a spiegarglielo. In effetti il linguaggio politico emergente testimonia la conversione a destra in atto nella società, che tutti i partiti devono subire.
Il ” cambiare verso” di Renzi, l’abolizione dell’art.18 dello Statuto dei lavoratori, la generale richiesta di sicurezza e di legalità, l’insofferenza per nomadi, centri sociali, insediamenti abusivi, l’evocazione perentoria di termini e valori quali “merito”, “professionalità “, “responsabilità “, “moralità”, sono il dettato della società alla politica.
Una società che in Italia, e non solo in Italia, esprime esigenze e postula soluzioni intrinsecamente di destra. Si parla di “riflusso”, di “ritorno al privato”, di “crisi delle ideologie”, di “lontananza dai partiti e dalle istituzioni”. Si tratta, a mio avviso, di un diffuso e profondo atteggiamento psicologico e spirituale, di una svolta storica, almeno per i popoli dell’Occidente, che ripudiano una concezione ed un sentimento della vita come mera esistenza materiale e sensoriale, alla ricerca talora inconsapevole di nuove motivazioni, di nuovi obiettivi, di assetti sociali diversi.
C’è un risorgimento religioso, un’esplosione di volontariato, una volontà di partecipazione che travolgono le culture del materialismo edonistico ed utilitaristico.
C’è un crescente bisogno di identificazione e di distinzione contro ogni livellamento e pianificazione.
C’è la consapevolezza diffusa che essere liberi significa anzitutto essere “persone”, non tessere, voti, numeri, parti di qualcos’altro, classe, struttura o gruppo che sia. L’uomo torna a specchiarsi, invece che nella scienza altrui, nella sua coscienza, dove può incappare in Dio, ma non nella sociologia o nella psicoanalisi.
Di fronte alla massificazione della società, c’è una rivendicazione di autonomia.
Di fronte alla disgregazione generata dal lassismo, c’è una forte domanda di reintegrazione della famiglia e della scuola come basi e centri dell’educazione giovanile.
Di fronte al dilagare della droga, della criminalità e del teppismo, c’è un’angosciata chiamata allo Stato.
Di fronte alla frammentazione ed all’inefficienza dei poteri e delle pubbliche amministrazioni monta un’esigenza di unità, organicità e autorità .
Di fronte al dissesto della pubblica finanza, alla crisi dell’economia e del lavoro diventa ineludibile la richiesta di abbattere la corruzione, il privilegio, il clientelismo, l’assistenzialismo, in nome della capacità, della competenza, del marito e della produttività .
Rivendicazioni, domande, esigenze, indicazioni classicamente di destra, proprie di una grande maggioranza di italiani, anche di tanti che credono d’essere di sinistra.
A questa Italia che chiama, nessuno risponde.