Dopo l’abbattimento e la caduta del muro di Berlino, il mondo occidentale, che nulla fatto e nulla soprattutto aveva preparato, esplose in un tripudio generale, tale da utilizzare, come simbolo, il verso finale del 34° Canto dell’Inferno dantesco,”uscimmo fuori a rivedere le stelle”. Oggi, ad oltre 30 anni di stanza, ingenuamente o forse più probabilmente ipocritamente, si continua a credere che “con il Muro emblema estremo di una sclerosi politica degenerata in mania carceraria, cadrà nell’arco di due anni l’intero impero sovietico” mentre quella “vittoria” presunta è ancora oggi contestata dalla Russia di Vladimir Putin. E’ proprio la Russia la nazione, con cui il mondo occidentale deve quotidianamente confrontarsi, guidata da un regime monopartitico, del quale si ignorano o si vogliono trascurare aspetti e pagine strutturali, giudiziarie e sociali salienti.

 Il comunismo però continua ad esistere ufficialmente ed a dominare a Cuba, nella Corea del Nord e soprattutto nella Cina capitalistica, in rapporti economici e finanziari sempre più profondi con le nazioni occidentali, venali e dimentiche del vero volto (Hong Kong) del neomaoismo. Ovviamente anche in Italia il trentennale è stato celebrato con enfasi e con retorica, dopo che il PD, nuovo volto del vecchio PD, mescolato con le più virulente correnti dell’ex DC, è rientrato nella “stanza dei bottoni” grazie agli strafalcioni, in un paese normale imperdonabili, di Salvini.

 E’ apparso presso la editrice Feltrinelli un saggio di Ezio Mauro, già direttore della “Stampa” e di “Repubblica”, un saggio dal titolo banale “Anime prigioniere. Cronache dal Muro di Berlino”, dimentico di una verità trascurata per oltre 40 anni, cioè dal 1945. Ci voleva per risvegliare dal torpore un emendamento alla manovra, presentato da 3 deputati dem e della sinistra di governo, con cui si propone lo stanziamento di 400 mila euro per festeggiare il centenario della nascita del Partito comunista italiano. Ci si è finalmente accorti da parte dello schieramento frastagliato e non omogeneo dell’opposizione, monotematico, dalle iniziative mai solide, assolutamente assente, direi insensibile, nel campo dell’istruzione, quanto sia capillare e penetrante sia la presenza della sinistra. Vedi la scuola, la giustizia e il campo culturale,  con l’Istituto della Enciclopedia Italiana, un tempo prestigioso ed oggi tolmente asservito.

Intanto c’è chi, dopo innumerevoli ondeggiamenti, sul giornale per antonomasia , il “Corriere della Sera”, si è cimentato nella denunzia del declino del “paese moderato”. Galli della Loggia, come altri editorialisti dello stesso foglio, si dimostra affetto dalla eguale amnesia, per cui nulla ha un nome ed un cognome e non esistono colpevoli identificati. A suo avviso il rischio maggiore e più grave, del tutto scontato, in caso di successo elettorale, democraticamente conseguito, è rappresentato dalla vittoria della Lega, come se il governo giallorosso si sia dimostrato migliore e più efficace per i cronici mali del paese.

Comunque, ignorando il ridicolo, “con grande soddisfazione”, ad oltre 74 anni dalla c.d. “liberazione”, viene annunziata a Milano la nascita del museo nazionale della Resistenza. Sul tema riapparso della persecuzione antisionistica, dopo gli onori tributati alla senatrice Segre ed a Terracini, è lecito chiedersi per uno scontato parallelo se analoghi onori siano stati tributati ai superstiti ebrei dei “gulag” in Russia.  Chissà forse il loro numero sarà eccessivo con conseguenti insuperabili ostacoli per i meritati riconoscimenti?