Il giovane romano Matteo Berrettini, a soli ventiquattro anni è già n° 8 della classifica ATP. Tennista di ottimo livello, ancora aperto ai miglioramenti tecnici su tutte le superfici, è dotato di una buona mobilità nonostante il peso e la statura oltre la media. Ha nel diritto, soprattutto stretto incrociato, il pregio personale, per mezzo del quale chiude spesso il punto dopo un servizio che può anche superare i 200 km/h. Alla battuta ha percentuali molto elevate e grandi variazioni. Di rovescio utilizza molto spesso lo slice, grazie al quale ritrova la posizione corretta per tornare a condurre lo scambio con il diritto. Usa spesso una efficace palla corta con entrambi i fondamentali.

Incisiva anche la sua capacità di gioco nei pressi della rete. È il terzo e più giovane tennista italiano della storia a essersi qualificato per le finali del Masters e l’unico ad aver vinto un incontro nelle prove di singolare maschile di questa manifestazione. Nei tornei del Grande Slam ha giocato la semifinale negli US Open dello scorso anno, quarto tennista del proprio paese a essersi spinto così avanti nell’era Open, dopo Adriano PanattaCorrado Barazzutti e Marco Cecchinato, secondo ad aver realizzato l’impresa nello Slam newyorchese 42 anni dopo Corrado Barazzutti e unico ad aver ottenuto questo risultato sul cemento. Ha vinto tre titoli ATP in singolare (più giovane tennista italiano) su quattro finali disputate, e due titoli su tre finali in doppio. Con Andreas Seppi e Lorenzo Sonego, è l’unico italiano ad aver vinto un torneo ATP su erba. Nel 2019, i tennisti ATP lo hanno decretato “Most improved player of the year“, ovvero l’atleta che ha ottenuto i maggiori progressi rispetto alla stagione precedente. È allenato da Vincenzo Santopadre. Gioca il primo incontro da professionista nell’agosto del 2013 al Futures Italy e viene sconfitto al primo turno da Viktor Galović. Nell’autunno del 2014 prende parte al suo primo torneo Challenger, a Ortisei e viene sconfitto al primo turno da Dustin Brown.

Il 18 marzo del 2015 vince il suo primo incontro nel circuito professionistico, al torneo Futures Turkey di Adalia, sconfiggendo per 6-2, 6-0 il serbo Miki Janković. Negli ottavi di finale supera, sempre in due set, anche l’ungherese Gábor Borsos, per poi essere battuto nei quarti a Edoardo Eremin, in due set. Alla fine dell’inverno 2015 vince, in coppia con Filippo Baldi, il suo primo trofeo Futures in doppio, battendo in tre set Edoardo EreminLorenzo Sonego, nel torneo Turkey di Adalia. In aprile 2015 entra per la prima volta nella classifica ATP, alla posizione no 1674. L’11 aprile raggiunge la sua prima semifinale a livello Futures, nel torneo Greece di Heraklion, dove iniziava dalle qualificazioni. A maggio, vince il suo primo incontro di singolare a livello Challenger, nel torneo di Roma. Dopo aver superato le qualificazioni, sconfigge in due set Jan Mertl.

Negli ottavi viene eliminato in due set da Kyle Edmund. Una settima più tardi, sempre insieme a Filippo Baldi, perde la finale di doppio del Futures Italy a Santa Margherita di Pula contro la coppia italiana Pietro LicciardiPietro Rondoni. Il 13 settembre raggiunge la prima finale in singolare, nel torneo Futures Turkey F36 di Adalia, nella quale viene sconfitto in tre set dal croato Matija Pecotić. Il primo titolo ITF in singolare arriva l’11 ottobre al torneo Italy di Santa Margherita di Pula. Testa di serie no 8, sconfigge in finale Andrea Basso per 4-6, 6-3, 6-3. Il giorno precedente si era anche aggiudicato il titolo di doppio in coppia con Andrea Pellegrino approfittando del forfait in finale di Filippo Baldi e Gianluca Naso. Chiude la stagione 2015 alla posizione no 525 della classifica mondiale ATP. A causa di un infortunio al ginocchio sinistro, è costretto a restare fuori dai campi da febbraio a settembre. Tornato alle gare, si aggiudica il torneo di doppio al Futures Italy di Trieste in coppia con Jacopo Stefanini. La settimana successiva giunge in finale al Futures Italy di Reggio Emilia ma è costretto a dare forfait nella sfida decisiva contro Stefano Travaglia. Nello stesso torneo vince la prova di doppio, sempre in coppia con Jacopo Stefanini.

A novembre, grazie a due wild card, partecipa ai tornei Challenger di Brescia e di Andria. Nella città pugliese ottiene il suo primo risultato prestigioso in carriera, battendo nei quarti di finale l’ex top 5 ATP Tommy Robredo, per poi perdere in finale, il 27 novembre, contro Luca Vanni, in tre set. Chiude la stagione al nº 435 del ranking ATP. Il 12 febbraio vince il suo secondo titolo Futures, al torneo Switzerland di Oberentfelden, battendo in finale 6-2, 6-4 il francese Laurent Lokoli, testa di serie nº 1. A marzo partecipa al Challenger di Quanzhou, dove, partendo dalle qualificazioni, giunge in finale battendo quattro top 200, perdendo con Thomas Fabbiano con un doppio tie-break. Entra per la prima volta nei top 300, attestandosi in 264ª posizione. Nella primavera 2017, per mezzo di una una wild card concessa dagli organizzatori, fa il suo esordio ufficiale nel circuito ATP, agli Internazionali d’Italia, perdendo al primo turno contro il nº 1 italiano Fabio Fognini per 1-6, 3-6. Il 23 luglio 2017 vince il suo primo trofeo Challenger, a San Benedetto, battendo in finale, 6-3 6-4, Laslo Đere, nº 106 ATP. Il risultato gli consente un balzo di 56 posizioni nel ranking, grazie al quale sale al 173º posto.

In estate giunge in finale al Challenger di Portorose, dove perde da Serhij Stachovs’kyj in tre set. A settembre raggiunge la finale anche al Challenger di Istanbul, battendo Evgenij Donskoj e Aleksandr Bublik. Nell’atto conclusivo si arrende in tre set a Malek Jaziri. Il 16 ottobre raggiunge la 120ª posizione nel ranking ATP, chiudendo la stagione al nº 135. A Doha supera per la prima volta le qualificazioni in un torneo ATP e il 2 gennaio vince il suo primo incontro nel circuito maggiore, battendo all’esordio nel tabellone principale Viktor Troicki, in tre set. Al secondo turno viene eliminato da Peter Gojowczyk, in due partite. Nel torneo di qualificazioni degli Australian Open, viene sconfitto al terzo turno. Ripescato come lucky loser, entra per la prima volta nel tabellone principale di un torneo del Grande Slam. Al primo turno affronta Adrian Mannarino che lo batte con un triplo 6-4. Al Challenger di Bergamo, dove è testa di serie nº 1, conquista il secondo titolo di categoria, sconfiggendo in finale Stefano Napolitano in tre set, issandosi alla posizione nº 104 della classifica ATP.

Nel primo turno delle qualificazioni del Masters 1000 di Indian Wells supera Denis Kudla. Nonostante la sconfitta al turno decisivo contro Peter Polansky, viene ripescato come lucky loser grazie al ritiro di Nick Kyrgios. Gioca quindi il suo primo torneo Masters 1000 sul cemento, accedendo direttamente al secondo turno, e si arrende in tre set a Daniil Medvedev. La settimana successiva fa il suo debutto tra i primi 100 giocatori della classifica ATP. Riceve la prima convocazione in carriera nella squadra italiana di Coppa Davis, per i quarti di finale persi dall’Italia contro la Francia, a Genova. Per il secondo anno consecutivo riceve una wild card per gli Internazionali d’Italia; al primo turno batte il qualificato Frances Tiafoe, cogliendo il suo primo successo in un torneo Masters 1000. Al secondo, viene sconfitto da Alexander Zverev in due set. Accede al tabellone principale del Roland Garros, dove vince la sua prima partita in una prova del Grande Slam superando al primo turno il tedesco Oscar Otte in quattro set. Al secondo turno batte Ernests Gulbis, sempre in quattro partite. Al terzo viene sconfitto da Dominic Thiem in quattro set. I risultati di Parigi gli valgono un balzo di 16 posizioni nella classifica mondiale, grazie al quale sale all’80º posto.

Partecipa per la prima volta al 500 di Halle entrando nel tabellone principale come lucky loser, dopo aver eliminato Dustin Brown nel primo turno delle qualificazioni ed essere stato sconfitto nel round decisivo da Michail Južnyj. Nel primo turno del main draw, esce di scena per mano di Andreas Seppi, in due set. Nel suo esordio al torneo di Wimbledon ottiene un’importante vittoria contro Jack Sock, nº 15 del mondo, al quale rimonta uno svantaggio di due set, imponendosi con il punteggio di 6-75, 6-73, 6-4, 7-5, 6-2. Chiude la sua prima esperienza ai Championships al secondo turno, superato da Gilles Simon in tre set. Al 250 di Gstaad, supera agevolmente al primo turno, in due set, Radu Albot, per 6-4, 6-2. Negli ottavi di finale, sconfigge Andrej Rublëv con un doppio 6-3. Nei quarti trova Feliciano López, che supera in due set; nella sua prima semifinale ATP ha la meglio sul qualificato Jurgen Zopp e va a disputare la sua prima finale nel circuito maggiore. Il 29 luglio sconfigge con il punteggio di 7-69, 6-4 Roberto Bautista Agut, conquistando il primo successo ATP in carriera,[23] senza perdere nemmeno un set e senza mai cedere il servizio. La vittoria lo porta al 54º posto nella classifica ATP.

Subito dopo la cerimonia di premiazione, scende di nuovo in campo per la finale di doppio del torneo, aggiudicandosi il suo primo trofeo ATP della specialità, in coppia con Daniele Bracciali, grazie al successo in finale sul duo Denys Molčanov e Igor Zelenay, con il punteggio di 7-62, 7-65. Agli US Open esce al primo turno per mano di Denis Kudla, che lo supera in tre set. Sul cemento di San Pietroburgo, coglie il suo secondo titolo ATP di doppio insieme a Fabio Fognini, superando in finale, in due tie-break, la coppia Roman JebavýMatwé Middelkoop. Chiude la stagione alla posizione nº 54 del ranking mondiale.

La sua seconda partecipazione agli Australian Open lo vede soccombere in quattro set a Stefanos Tsitsipas, che gli nega il primo successo nel Major australiano. Il 1º febbraio fa il suo esordio assoluto in Coppa Davis, nel primo turno di qualificazione disputato contro l’India sull’erba di Calcutta e vinto dall’Italia per 3-1, aggiudicandosi in due set il secondo singolare contro Prajnesh Gunneswaran. Nella sua prima gara di doppio in maglia azzurra viene sconfitto in coppia con Simone Bolelli da Rohan Bopanna e Divij Sharan, in tre set.[26] Tre giorni dopo raggiunge la sua seconda semifinale ATP in carriera nel torneo di Sofia. All’esordio supera in due set Denis Istomin, negli ottavi sconfigge in rimonta Karen Chačanov, testa di serie nº 1 e nº 11 del ranking ATP. Nei quarti completa un’altra rimonta battendo Fernando Verdasco. Nel penultimo atto del torneo perde in tre set da Márton Fucsovics. L’11 febbraio sale alla posizione nº 46 della classifica mondiale.

Al successivo torneo ATP 250 di Marsiglia elimina al primo turno Jérémy Chardy, prima di uscire di scena per mano di Andrej Rublëv. Al Masters 1000 di Indian Wells entra per la prima volta in tabellone per diritto di classifica e viene sconfitto al primo turno da Sam Querrey in tre set. La settimana successiva conquista il Challenger 125 di Phoenix dove nella finale, raggiunta senza perdere un set, sconfigge Michail Kukuškin al tie-break della terza partita. Il 28 aprile conquista il secondo titolo ATP in carriera, a Budapest; sconfigge in due set al primo turno Michail Kukuškin e negli ottavi Aljaž Bedene. Nei quarti la spunta su Pablo Cuevas in tre partite e la semifinale lo vede imporsi in due set su Laslo Djere. In finale trionfa su Filip Krajinović con il punteggio di 4-6, 6-3, 6-1, diventando il quindicesimo tennista italiano ad aver vinto almeno due tornei del circuito maggiore nell’era Open.

La settimana successiva giunge per la terza volta in finale in un torneo ATP, a Monaco; elimina in due set al primo turno Denis Istomin e al secondo Denis Kudla. Nei quarti supera in rimonta Philipp Kohlschreiber e in semifinale dispone in due partite di Roberto Bautista Agut, centrando la sua nona vittoria consecutiva. Nell’atto conclusivo si arrende a Christian Garín al tie-break del set decisivo. Grazie a questo risultato, il 6 maggio sale al numero 31 della classifica mondiale. Arriva quindi per la prima volta negli ottavi di finale agli Internazionali d’Italia; al primo turno elimina Lucas Pouille in due set. Nel secondo supera per la prima volta in carriera un top 10 battendo 7-5, 7-5 Alexander Zverev, nº 5 del mondo e finalista della precedente edizione. A estrometterlo dal torneo è Diego Schwartzman, che lo elimina in due partite.

Alla sua seconda partecipazione in singolare al Roland Garros, dove è per la prima volta testa di serie (nº 29) in una prova del Grande Slam, viene sconfitto al secondo turno da Casper Ruud in tre set, dopo aver eliminato al primo Pablo Andújar in quattro partite. Al secondo turno si conclude anche la sua prima esperienza in doppio in questo torneo, al quale partecipa in coppia con Lorenzo Sonego. Dopo aver sconfitto al primo turno Bruno Soares e Jamie Murray, teste di serie nº 2, i due italiani vengono eliminati in due set dai futuri semifinalisti Guido Pella e Diego Schwartzman. A fine torneo Berrettini sale alla 30ª posizione della classifica mondiale in singolare, diventando il nº 2 del proprio paese. Sull’erba di Stoccarda elimina nei primi due turni lo specialista Nick Kyrgios in due set e il nº 9 del mondo Karen Kachanov, secondo top 10 da lui sconfitto in carriera, al quale lascia soltanto sei giochi. Grazie al successo nei quarti su Denis Kudla per 6-3, 6-3, diventa il primo giocatore al mondo a raggiungere nel 2019 tre semifinali su tre superfici diverse. In finale batte il giocatore di casa Jan-Lennard Struff, sempre in due partite.

Il 16 giugno, nell’atto conclusivo, si impone con il punteggio di 6-4, 7-611 su Félix Auger-Aliassime conquistando il suo terzo titolo ATP, senza perdere un set e senza mai cedere il servizio, diventando il quinto tennista al mondo ad aver vinto due tornei senza subire break dal 1999, anno a partire dal quale le palle break iniziarono a essere ufficialmente registrate in tutti i turni di un torneo. Berrettini è il secondo tennista italiano della storia a essersi aggiudicato un torneo del circuito maggiore su erba, nonché, all’età di 23 anni e 2 mesi, il più giovane giocatore del proprio paese ad aver vinto tre titoli ATP. Il 17 giugno sale al nº 22 della classifica mondiale.

Al torneo di Halle, raggiunge la sua sesta semifinale ATP, la prima in un 500. All’esordio, supera in due partite Nikoloz Basilašvili. Negli ottavi si impone in rimonta su Andreas Seppi perdendo il primo set dopo averne vinti 14 consecutivi sull’erba. Nei quarti di finale batte nuovamente Karen Chačanov, nº 9 del mondo, in due set, mettendo a segno il suo nono successo consecutivo sull’erba (record per il tennis italiano), una serie di vittorie interrotta da David Goffin, che lo supera in due set. Al termine del torneo raggiunge la posizione nº 20 della classifica mondiale, diventando il decimo giocatore del proprio paese a entrare nella top 20. A Londra nel torneo di Wimbledon, testa di serie nº 17, si spinge fino agli ottavi di finale dello slam britannico. Nei primi due turni supera Aljaž Bedene in quattro set e Marcos Baghdatis, al suo ultimo incontro in carriera, in tre partite. Nei sedicesimi di finale la spunta in cinque set su Diego Schwartzman dopo aver salvato tre match-point nel quarto set, nell’incontro più lungo da lui mai disputato, diventando il quinto (e il più giovane) tennista italiano a raggiungere gli ottavi a Wimbledon nell’era Open.

Nel turno successivo raccoglie soltanto cinque giochi contro Roger Federer, nº 3 del mondo e futuro finalista del torneo. Una distorsione alla caviglia destra gli impedisce di difendere i punti conquistati l’anno precedente al torneo di Gstaad dove era campione uscente e lo costringe a saltare anche il Masters 1000 di Montréal. Al suo rientro in campo dopo oltre un mese di assenza viene sconfitto in due set da Juan Ignacio Londero al primo turno del Masters 1000 di Cincinnati.

Alla sua seconda presenza agli US Open, vince contro Richard Gasquet il suo primo incontro in carriera nello Slam newyorchese, in quattro set. Nei due turni successivi supera Jordan Thompson e Alexei Popyrin in quattro partite. Negli ottavi di finale si impone in tre set su Andrej Rublëv. Nei quarti vince al tie-break del quinto set su Gaël Monfils, diventando il quarto tennista italiano a raggiungere la semifinale in un Major nell’era Open, il secondo a realizzare l’impresa nello Slam americano, 42 anni dopo Corrado Barazzutti e l’unico ad aver ottenuto questo risultato sul cemento. Il suo cammino si ferma davanti al nº 2 del mondo Rafael Nadal, futuro vincitore del titolo, che lo supera in tre set. E’ nº 13 della classifica ATP.

Nel 250 di San Pietroburgo, accreditato della testa di serie no 3, giunge ai quarti di finale superando al turno d’esordio Roberto Carballés Baena, al quale concede tre giochi, prima di cedere il passo in due set a Egor Gerasimov. Nella prova di doppio dello stesso torneo, in coppia con Simone Bolelli, non riesce a difendere il successo dell’anno precedente, arrendendosi in finale a Igor Zelenay e Divij Sharan. Nella sua seconda partecipazione all’ATP 500 di Pechino, in cui è accreditato della testa di serie no 8, viene sconfitto all’esordio dall’ex no 1 del mondo Andy Murray in due tie-break. A Shanghai è testa di serie no 11. All’esordio ottiene la sua prima vittoria sul cemento in un torneo Masters 1000, contro Jan-Lennard Struff. Nei sedicesimi di finale elimina Christian Garin e negli ottavi prevale su Roberto Bautista Agut, no 10 ATP. Sconfiggendo nei quarti il no 5 del ranking Dominic Thiem diventa, senza perdere un set, il primo tennista italiano a raggiungere le semifinali nel 1000 cinese, dove si arrende ad Alexander Zverev, no 7 ATP.

Il 14 ottobre figura alla posizione no 11 del ranking mondiale diventando il primo giocatore italiano nella graduatoria ATP. Nella sua prima esperienza al torneo di Vienna, accreditato della testa di serie no 3, raggiunge l’ottava semifinale in stagione, grazie ai successi su Kyle Edmund, Grigor Dimitrov e Andrej Rublëv. Al penultimo atto viene sconfitto da Dominic Thiem, futuro vincitore del torneo, in tre set. Il 28 ottobre sale alla posizione no 9 della classifica mondiale, diventando il quarto tennista italiano a entrare nella top 10 ATP.

Nella sua prima esperienza al Masters 1000 di Parigi Bercy, esce di scena al secondo turno in due set per mano di Jo-Wilfried Tsonga, dopo aver usufruito di un bye al primo turno. I punti accumulati durante la stagione gli consentono tuttavia di classificarsi all’ottavo posto della ATP Race e di diventare il terzo tennista italiano della storia, nonché il più giovane, a partecipare al Masters di fine anno, dopo Adriano Panatta nel 1975 e Corrado Barazzutti nel 1978. Il 4 novembre raggiunge l’ottava posizione del ranking mondiale, terza migliore classifica per un tennista italiano dal 1973, anno dell’introduzione del sistema di calcolo computerizzato.

Alle ATP Finals viene inserito nel Gruppo Björn Borg insieme a Novak DjokovicRoger Federer e Dominic Thiem. Nel primo incontro viene sconfitto nettamente dal no 2 del mondo Djokovic col punteggio di 2–6, 1–6. Il secondo match lo vede soccombere contro il no 3 ATP Federer, sempre in due set con il punteggio di 6-7, 3-6 che gli preclude l’accesso in semifinale. Nell’ultimo incontro del girone supera in due set il futuro finalista del torneo Thiem, no 5 ATP, per 7-6, 6-3, ottenendo la prima vittoria di un tennista italiano nella storia delle finali del Masters di fine anno. Il 18 novembre viene sconfitto al tie-break del terzo set da Denis Shapovalov nella prima sfida del girone F della nuova Coppa Davis tra Italia e Canada. Ottiene invece la sua prima vittoria in doppio in maglia azzurra, in coppia con Fabio Fognini, battendo il duo Pospisil– Shapovalov. La sconfitta subita due giorni dopo in singolare contro Taylor Fritz nella sfida con gli Stati Uniti determina l’eliminazione dell’Italia nella fase a gironi della manifestazione.

E’ no 8 della classifica, la seconda migliore con cui un tennista italiano abbia mai chiuso una stagione agonistica, alle spalle di Adriano Panatta, n° 7 del mondo alla conclusione del 1976. Dopo aver rinunciato alla prima edizione della ATP Cup a causa di un problema ai muscoli addominali, prende parte per la terza volta agli Australian Open. Testa di serie no 8, vince il suo primo incontro nel tabellone principale sconfiggendo in tre set Andrew Harris, venendo però sconfitto in cinque durissimi set dal non elegante ma agonisticamente sorprendente Tennys Sandgren.