Ci sono cose oggi in Italia che a sentirle raccontare sembrano impossibili, inventate da una fervida mente in vena di scherzi. Invece una sinistra incapace di riconoscere i confini del ridicolo, li supera impavidamente, attirata nei vortici del proprio declino. Purtroppo nella politica dell’assurdo e dell’autolesionismo, la sinistra coinvolge tutto il popolo italiano, intrappolato , suo malgrado, nelle sabbie mobili del fallimento rosso.

Vi racconterò tre piccoli episodi, realmente accaduti, perché la realtà è oggi più spietata di qualsiasi elucubrazione mentale.

Primo episodio, settimana scorsa : una mia conoscente deve prenotare una ecografia in una Asl toscana.

Si reca agli sportelli per le prenotazioni degli esami e le viene detto che il primo posto utile per fare l’esame è oltre metà ottobre. Sconcertata, sta quasi per accettare quella data, quando l’amico che l’accompagna la blocca e le suggerisce sottovoce di spacciarsi per albanese. Prontamente la mia conoscente fa presente all’addetto allo sportello, mentendo, di non essere italiana, spiega che lei proviene dall’Albania. Come per incanto , come per magia, salta fuori un posto per due giorni dopo. L’amico accompagnatore, che sapeva di questi elenchi privilegiati per gli extracomunitari, le strizza l’occhio , come per dire :“ cosa ti avevo detto !”

Se siete in Toscana, provate per credere !

Secondo episodio : da un tweet di Susanna Ceccardi, il bravo sindaco di Cascina , veniamo a conoscere le sconcertanti opinioni dell’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Pisa e circondario. Costei, tale Sandra Capuzzi, l’aspetto smunto e sfiorito di chi ha contratto il morbo vetero-comunista da giovane, rivela che dei 23 milioni del bilancio a sua disposizione, ben 2,9 sono destinati al settore emigrazione. Voi direte : “però che cifra tosta, più di un decimo del bilancio per meno del 5% della popolazione migrante in loco !” Invece l’assessore piddina si lamenta, voleva di più, soprattutto dai comuni limitrofi, che contribuiscono già con 350.000 euro.

Il dubbio che tale cifra possa venire sottratta ai pensionati, a tutti gli svantaggiati toscani che pagano le tasse, non la sfiora nemmeno.

Non la tange neppure che possa sorgere un pizzico di indignazione per quanto da lei affermato, in evidente contrasto con quel minimo di buon senso che vorrebbe che chi ha dato possa avere qualcosa indietro e che i disagi degli italiani meritino una sorta di precedenza e di rispetto .

Terzo episodio, ce lo racconta un’avvocatessa di Milano. In trasferta al Tribunale di Reggio Emilia, la nostra amica giunge al gabbiotto dell’ingresso per le normali modalità di riconoscimento ; mostra il suo tesserino dell’Ordine degli Avvocati, come di consueto, ed una donna con il velo controlla e la autorizza ad entrare !

Robe da pazzi , direte voi, ma questa è l’Italia trascinata nel disastro dai governicchi targati PD, nazionali e locali.

Consci o no di questo sfacelo, i compagni han deciso di inventarsi qualcosa di fuorviante, per distrarre le cosiddette masse. Ed ecco che hanno incaricato il diversamente furbo on. Fiano, uno specializzato in fallimenti, vedi referendum e legge elettorale, di elaborare una legge contro l’esibizione di simboli ed atteggiamenti fascisti che possano costituire apologia del ventennio.

Per convincere il popolo che la bieca minaccia nera esiste e vive insieme a noi, è stata denunciata la farsesca gestione di uno stabilimento balneare di Chioggia, dove il proprietario esibisce ritratti di mascelle volitive, minaccia manganellate agli indisciplinati, secondo il motto “credere, obbedire, prendere la tintarella”.

Figura di riferimento dell’ardito bagnino è il prode Catenacci, inventato dal grande duo Arbore e Boncompagni, noti ispiratori del pensiero reazionario.

Naturalmente per lo spirito diversamente allegro dell’on Fiano questo era troppo ed il truce fenomeno andava represso, pena le sorti della nostra rigogliosa democrazia.

Così il povero bagnino di Chioggia non traccerà più il solco al mattino con la rastrelliera per la sabbia, perché è Renzi che ha sempre ragione.

Mi spiace per l’on Fiano, diversamente simpatico, ma fenomeni come lo stabilimento di Chioggia sono sempre esistiti ; qualcuno si è divertito , qualcun altro si è indispettito, nessuno si è sentito in pericolo.

Ricordo che anni fa, ai lati del canale Burlamacco, nei pressi del porto di Viareggio, c’era un ristorante che serviva il risotto all’Almirante, a base di nero di seppia, e la banana alla “fiamma”, ovviamente flambé.

Si sorrideva, ma poi si ordinava il proletario cacciucco, la specialità del posto.

Lasciando Viareggio ed andando in Versilia, sì, perché son due cose diverse, se giungevi nei pressi di Serravezza, dietro Querceta, c’era il ristorante “la Rocca “; ma tu dovevi chiedere del “fascista” per essere sicuro di arrivarci. Qui nel menu venivano indicati gli “spaghetti in camicia nera”, anch’essi al nero di seppia. E nessuno aveva da ridire, il locale era sempre pieno e dovevi prenotare. Ci venivano anche i compagni, alcuni mica sono scemi, perché si mangiava bene ed il prezzo era onesto. Procedendo verso nord, lasciando ad occidente l’ospedale cardiologico Pasquinucci, si raggiungeva Carrara, la patria degli anarchici, dove era possibile “ammirare” la statua dell’anarchico Bresci, il regicida. Anche su questo ci sarebbe da ridire, ma siamo in Italia, e se non ti va quell’effige puoi sempre rifugiarti a Sabaudia.

Poiché il diversamente bello on. Fiano potrebbe non essere del tutto convinto, gli indicherei il centro di Pietra Ligure ; lì proprio di fronte al municipio è in bella vista, sulla casa prospicente, la scritta “Partito Fascista Repubblicano” risalente alla RSI. Effettivamente la cittadina della Riviera di Ponente è popolata da folle di nostalgici, più propriamente da uomini e donne che rimpiangono la loro giovinezza, nel senso dell’età; tutta gente che raggiunta la pensione vuole respirare l’aria del Mare Nostrum.

On. Fiano , mi raccomando, non ci porti mai la Presidenta Boldrini, avrebbe un malore dietro l’altro e ci vorrebbero schiere di migranti per rianimarla.

Per il colpo finale, potremmo recarci in Libia, da dove partono i nostri guai attuali, detti anche “risorse”.

Provenienti dal deserto, all’arrivo nella città di Agedabia, saremmo colpiti dalla vista di una casa cantoniera, uguale ad ottanta anni fa con ancora la sua scritta mussoliniana, perfettamente conservata. E che dire dei tombini, tutti marchiati con il loro fascio littorio! L’onorevole Fiano, diversamente istruito, potrebbe provare l’ebrezza di percorrere in auto la lunghissima via Balbia, ancora la più importante arteria del paese ; attenzione però la notte, quando i dromedari vanno a riposare sulla più calda striscia d’asfalto della strada; al di là di una duna potresti non vederli e schiantarti contro i loro corpi accovacciati.

Questa è l’unica insidia che io conosca in questa lunga lista di inquietanti cimeli.