Nella “preghiera dei fedeli” della Messa di domenica scorsa, tra l’altro , si è dedicata una implorazione “per coloro che impostano la loro esistenza sull’applauso e il successo umano, perché l’esempio di Cristo li sproni a cercare prima di tutto il verso senso della vita”. E le notizie di questi giorni, la rodomontata della “banda larga” con un piano di 12 miliardi (di euro?), realizzata la quale risorgeranno i morti, sanati i malati e placati gli afflitti, provano la necessità e l’urgenza di invocare la trasformazione degli individui segnalati, tra cui va inserito d’obbligo il “presidente del Consiglio”.

Negli stessi momenti vengono stanziate cifre assolutamente irrisorie e risibili e comunque sicuramente insufficienti per l’immane dissesto geologico, che interessa ed investe l’intero territorio nazionale dalle Alpi al Lilibeo. A conferma di uno stato di cose oltremodo preoccupante, con straordinaria durezza “Il Foglio” ha rilevato che “è davvero a corto di idee un Governo che pensa di risolvere la crisi ricorrendo ai vizi che l’hanno provocata” mentre il quotidiano di Sallusti strepita a vuoto, o meglio ad arte, contro il governo e raccoglie le esternazioni dell’autocrate lombardo, disposto a sostenere una nuova maggioranza “se il PD non ha i numeri” e non le naturali elezioni, previste nel cliché di una sana democrazia. Il presidente (al 52%) del Milan lascia poi credere che sia la legge in vigore della Rai, curata dal suo fedele Gasparri, ad imporre l’obbligo di un consenso “ampio”. Attendiamo ora il Cavaliere e la sua pattuglietta alla prova del dibattito sulle riforma del Senato. Si tratta di un questione cruciale, seria e determinante, non di una farsa o di una fiction, tanto care al Cesare settentrionale, di cui la solita gazzetta familiare, intanto, segnala il peso “decisivo” nell’attuale frangente politico.

Del tutto negativo è il “fondo” di Ostellino, al pari quello di Ainis, per la sopravvalutazione abnorme del ruolo di Renzi, in realtà punta appariscente di un iceberg profondo, ramificato e prepotente, e anche poi per il noioso e banale accostamento al fascismo, assai meno illiberale e sanguinario del comunismo, sognato da una buona fetta dei militanti del partito del toscano. A proposito del PD, del clima di terrorismo intellettuale introdotto e sostenuto ancora oggi, vanno considerati i commenti di Francesco Perfetti e Daniele Abbiati sulla scomparsa dello studioso Robert Conquest, ignorata da moltissime testate. L’autore inglese è stato discriminato dopo la dimostrazione fatta degli orrori del periodo staliniano, inerenti alla natura stessa del comunismo. Perfetti raccoglie anche le riflessioni critiche di Conquest sull’Unione Europea, della quale ha scorto e sottolineato “in più occasioni difetti e controsensi” e “il percolo che essa possa, alla fin fine, rappresentare un elemento di divisione dell’ Occidente”. Si tratta, come ben sappiamo e la nostra area politica ha avvertito da decenni, di un rischio tutt’altro che astratto e vago.