Il disastro dell’invasione, la tragedia del terrorismo, la follia fondamentalista, la paura dell’Europa hanno radici, motivazioni chiare. Le trame e gli obiettivi sono ormai evidenti come i nomi dei colpevoli, dei responsabili.
Tutto iniziò con le celebrate “primavere arabe”, un incendio che gli USA di Obama, la Francia di Sarkozy e l’Occidente tutto, colpevolmente, alimentarono fregandosene, volutamente, delle conseguenze.
Il punto di svolta defintivo fu la “strana guerra” contro Gheddafi voluta dai franco-britannici e benedetta da Obama. L’unica opposizione venne dal governo Berlusconi, ma il presidente Napolitano impose la guerra ad un riluttante Cav. Pochi mesi dopo il centrodestra finì all’opposizione e l’Italia rientrò nella sua confortevole quanto umiliante “sovranità limitata”.
I troppi morti nel Mediterraneo e tante le vittime innocenti in Europa sono il risultato di questa politica scellerata, criminale. In una delle sue ultime interviste il colonnello Gheddafi, personaggio eccentrico, strambo, ma assolutamente non stupido, lanciò un avvertimento. Vale la pena di riascoltarlo. Per capire.