E’ stato presentato da pochi giorni dalle Edizioni “Intermedia” di Orvieto, il volume di scritti in memoria di Vincenzo Pirro (1938 – 2009), dal titolo impegnativo quanto coinvolgente, L’unica via è il pensiero. A curare la pubblicazione è stato Hervé A. Cavallera, mentre a coordinarla, è stato con non poca fatica e fitto impegno operativo, è stato il figlio dello studioso di filosofia e storia, pugliese di nascita e ternano di adozione, Danilo Sergio.

Il tomo conta 632 pagine con 5 contributi di argomento filosofico e 14 su temi storici e storici – artistici. Opportunamente è stato inserito un inedito dello stesso Vincenzo Pirro. Particolari riguardo ed attenzione merita il lungo ed articolato saggio (67 pagine) di Roberto Rago, dedicato ad Arturo Bocciardo, “il Krupp italiano”, nato e morto a Genova (1876 – 1959), senatore dal dicembre 1933. Sulla base di una vasta documentazione in larga parte inedita, Rago presenta un antesignano “capitano di impresa”, che, grazie all’appoggio fondato e meritatamente riposto da Mussolini, riesce a trasformare “la più bella officina del mondo” in una “protagonista modello della politica autarchica”. Dopo la caduta del regime Bocciardo si impegna con notevoli risultati contro i saccheggi dei macchinari della “Terni”, predisposti dai tedeschi, riuscendo ad evitarne la totale spoliazione.

A Bocciardo, ardente fascista, si deve il merito, nonostante i giudizi siano stati pesantemente faziosi e continuino ad essere stucchevolmente acrimoniosi riguardo questo aspetto della politica, al quale continua ad essere assegnato un peso cruciale, di aver sottratto alla deportazione, due famiglie di professionisti ebrei. Per questa sua iniziativa è stato battezzato lo “Schindler italiano”, sulla scia dell’imprenditore tedesco Oskar Schindler (1908 – 1974), capace di analoghe operazioni.

Nella lunga replica al provvedimento di decadenza dalla carica di senatore, proposto dall’Alta Corte di Giustizia, Bocciardo ha gioco facile nel ribattere alle accuse aprioristiche e prefabbricate avanzate. In uno dei passaggi cruciali offre una lezione imperdibile: “[…] Agevole è la dimostrazione della inconsistenza di siffatti addebiti [e non poteva essere altrimenti, considerata l’ottusa, cronica speciosità delle motivazioni]. Ma poiché è a tutti noto ed è indiscutibile che la mia nomina a senatore e la conseguente modestissima attività parlamentare non sono stato altro che un riflesso della posizione da me conquistata nella vita industriale del Paese, mi sia consentito di richiamare preliminarmente l’attenzione dell’Alta Corte sull’attività da me spiegata in questo settore per circa un quarantennio con viva passione e sincero sentimento di vocazione e di missione, mirando costantemente allo scopo di contribuire con tutte le mie forze all’incremento ed al progresso dell’economia nazionale”. Sono parole queste dell’epilogo sicuramente di ininterrotta validità anche in questi giorni, in cui si rilanciano i propositi disgregatori dello Stato ed emergono fenomeni crescenti di infantilismo, come quelli dell’”uomo forte” (recte, poveri noi, Salvini).

Vanno ripensati ed utilizzati per un adeguato confronto con le tesi, sostenute nella grande stampa e nelle reti televisive pubbliche e private, in questi decenni, mai obiettivo ed equilibrato, altri articoli contenuti nel volume. Stefano Fabei, ad esempio, segnala e riguarda le iniziative di tutela di tutti i soldati tra il 1943 e il 1945 oltre le frontiere nazionali, condotte da Mussolini mentre “per lo spirito degli eroi che non muore”. Matteo Rossi ricostruisce la vicenda dell’erezione del monumento dei caduti, inaugurato a Terni il 28 agosto 1927. Mario Squadroni ripercorre, con l’ausilio di fonti archivistiche, le iniziative del Consiglio provinciale dell’economia di Perugia per un ampliamento ed un miglioramento della rete ferroviaria nell’Umbria e nell’Italia centrale.   

L’unica via è il pensiero. Scritti in memoria di Vincenzo Pirro, a cura di Hervé A. Cavallera, Orvieto, Edizioni “Intermedia”, 2019, pp. 632. €20,00.