I 2000 miliardi Trump e i 550 miliardi della Germania sono paragonabili ai 25 miliardi messi dall’Italia? Perchè sì. E i 340 miliardi di cui ha parlato il governo? Non esistono. Capiamo perchè. Il governo dopo aver delineato la manovra detta “Cura Italia” da 25 miliardi e dopo la risposta negativa dei mercati, si è affrettato a dire che la manovra “può fare un effetto volano fino a 340 miliardi” (Gualtieri). Così alcuni hanno scritto che i 550 miliardi della Germania vanno paragonati ai 350 (i giornalisti ne hanno aggiunti 10 in simpatia) del governo Italiano.

E’ vero? Assolutamente no. La manovra italiana è fatta da 25 miliardi di spesa corrente che andranno a coprire le maggiori spese in ambito sanitario, sostegno all’occupazione (cassa in deroga ecc.), aiuti economici (pochissimi) alle partite iva (i famosi 600 euro una tantum, escludendo per altro molte categorie di partite iva), credito fiscale sugli affitti di alcune categorie e altre cose. Sono 25 miliardi di contributi assistenziali.

I 550 miliardi della Germania, a differenza di quanto si è letto non sono 20 miliardi di garanzie di stato su prestiti da 550 miliardi emettibili da banche private a tassi bancari, ma bensì sono effettivamente 550 miliardi di euro che presterà la Kreditanstalt für Wiederaufbau (KfW, la Cassa Depositi e Prestiti tedesca) alle aziende in difficoltà. Quindi sono soldi veri e statali. Certo non andranno nel rapporto deficit pil perchè i tedeschi sono furbi a cercare escamotages e quindi non li dà lo Stato direttamente, ma un fondo di investimento dello Stato, comunque il punto è che sono soldi reali che vanno alle aziende. In che forma? Non hanno ancora definito se saranno prestiti da restituire con calma (magari a partire da dopo 5 o 10 anni) oppure acquisizioni di stato di quote delle aziende, come faceva l’IRI e come hanno fatto Bush e Obama con le banche e assicurazioni dopo il crollo del 2008. Ovvero lo Stato compra le quote della società in crisi, paga la quota dando denaro fresco e quando la società torna in utile essa ritorna a ricomprarsi le quote statali. E’ plausibile, visto il successo dell’operazione del 2008 che Trump segua questa linea. La Germania ha davanti entrambe le opzioni.

Il concetto quindi è chiaro: Germania e Usa danno soldi freschi liquidi e reali alle aziende per sostenere l’economia, pari alle cifre annunciate, che poi una volta superata la crisi, ma non prima, le aziende tornaranno indietro. L’Italia dà soldi (pochissimi e inadeguatissimi) alle vittime della crisi delle aziende, ma non fa nulla per quest’ultime. Sono quindi paragonabili i 550 miliardi della Germania e i 25 miliardi dell’Italia? Sostanzialmente sì, perchè effettivamente nel tessuto produttivo dalla Germania arriveranno 550 miliardi. In quello dell’Italia 25 miliardi.

E i 340 (“fino a…”) di Conte? Sono una pura ipotesi teorica. Si chiama leva economica (o effetto volano come preferisce Gualtieri), concetto ben noto in economia e ben analizzato da Keynes. Il senso del ragionamento del governo è questo: immettendo nell’economia reale 25 miliardi e sospendendo i mutui si creerà una tale disponibilità economica negli italiani che non solo “non si perderà nemmeno un posto di lavoro”, ma ci sarà uno chock economico positivo che si farà nascere molti posti di lavoro nuovi per un valore totale “fino a 340 miliardi di euro”. Ovvero il governo ci dice che avremo tanti di quei soldi da spendere che faremo non solo mantenere l’economia com’è adesso, grazie alle aumentate disponibilità di spesa di tutti nasceranno nuovi negozi attività ecc. per un valore totale “fino a 340 miliardi di euro”.


Quindi sono soldi che non esistono (Gualtieri parla di un effetto da 340 mld), ipotizzati con una condizione (il boom economico) del tutto teorica e a mio avviso del tutto irrealistica e propagandistica. Ritengo molto più plausibile che la leva ci sia sì, ma al contrario, cioè che l’effetto reale dei 25 miliardi non sarà da 25 miliardi, ma da 5/10 miliardi.

Facciamo infine un esempio pratico per capire tutto il discorso fatto fin’ora: prendiamo un negozio di vestiti in crisi. Negli Stati Uniti lo Stato comprerà per 50.000 dollari una quota del 30% del negozio dando al negoziante 50.000 dollari in mano. Poi quando il negozio, tra 5 anni tornerà in utile di bilancio, il negoziante si ricomprerà un po’ alla volta la parte precedentemente acquistata dallo Stato (questi sono i 2000 miliardi di Trump). In Italia lo Stato da 600 euro una tantum al negoziante (questi sono i 25 miliardi di Conte).


E i 340 miliardi di volano? Gualtieri ipotizza che grazie ai 600 euro dati dallo Stato e alla sospensione della rata del mutuo il negoziante si metterà a spendere non solo mettendo a posto il suo negozio, ma andrà a fare tante compere in giro e così riaprirà anche il fioraio a fianco del negozio di vestiti che aveva chiuso da anni. Perchè invece ho scritto che l’effetto dei 25 miliardi sarà di 5/10 miliardi? Perchè a differenza dei calcoli del governo credo che con i 600 euro del governo il negoziante di vestiti dell’esempio, non solo non si darà a tali spese da far aprire altri negozi, ma non gli basteranno neanche per tenere aperto il suo e quindi lo Stato ci perderà le tasse di quel negozio. E i 600 euro li spenderà per pagare una parte dei debiti accumulati.