Con il “governo” Gentiloni il ministero dell’Interno è stato affidato ad un “uomo di ferro”, abile e forgiato sin dagli inizi della carriera politica, alla mentalità comunista, sempre posseduta e mai abbandonata, nonostante le varie trasmigrazioni, tutte decise soltanto in funzione della carriera. Il 61enne (Domenico) Marco Minniti, calabrese, figlio di un generale dell’Esercito, dopo l’esordio nel PCI, è tra il 1988 ed il 1992 e il 1992 -1994, segretario provinciale e regionale in Calabria del partito egemone della sinistra secondo la denominazione di quegli anni.

Ora con questi precedenti, con queste esperienze, con queste lezioni ideologiche (del resto vanta come titolo di studio la laurea in filosofia), con chiari intenti lesivi dello Stato non poteva che compiere la gaffe inarrivabile della propalazione dei nomi dei 2 agenti, che il 23 dicembre scorso a Sesto S. Giovanni, nell’adempimento del dovere, fermarono ed uccisero, nel conflitto a fuoco da lui provocato, il terrorista del mercatino di Natale a Berlino. Da qualche giorno, con improntitudine incredibile, il Ministero ha diffuso la notizia del loro trasferimento, stabilito per “assecondarli nelle loro aspirazioni” e non invece dovuto, secondo logica, alla necessità di proteggere loro e loro famiglie da ritorsioni e vendette tutt’altro che problematiche. D’altro verso è emerso dalle indagini del governo democristiano tedesco che essi siano “brutti, cattivi” e soprattutto “neri”, con il conseguente ed indispensabile rifiuto di qualsiasi onorificenza. Gli agenti – ignominia inarrivabile – sono considerati infatti tendenti all’apologia di fascismo .

E per provare le caratteristiche proprie, indelebili ed inalterabili del metodo operativo dei comunisti, prendiamo in esame circolari e disposizioni diramate nel 1954 dalla direzione centrale del Partito.

“ La Segreteria Nazionale del PCI in suo appello in data 16 gennaio 1954 ha invitato tutte le organizzazioni di partito a celebrare degnamente:

  • Il XXX anniversario della morte di V.I. Lenin;
  • Il XXXIII anniversario della fondazione del PCI, che cadono entrambi il 21 gennaio;
  • Il XXX anniversario della fondazione dell’organo del PCI “l’Unità”, che si compie il 12 febbraio.

Numerose manifestazioni celebrative verranno attuate dal Partito per solennizzare queste date. Per commemorare la morte di Lenin e celebrare la fondazione del Partito saranno tenuti grandi comizi popolari dai membri del Comitato centrale; mente all’interno del partito verrà sviluppato lo studio delle opere di Lenin e degli altri classici del Marxismo”.

Dopo avere ritrovato le istruzioni mai rinnegate e sulle quali nessuno si è permesso di richiamare la responsabilità dei dirigenti di allora , ancora più utili ed emblematiche sono le indicazioni date sulla strategia da seguire sul piano comportamentale , dagli altri partiti mai seriamente studiate e sempre subite.

“L’orientamento politico del PCI, che è stato ulteriormente di scusso e precisato in una recentissima riunione della Direzione Nazionale, subirà, secondo le affermazioni ed i giudizi dei massimi dirigenti locali, un nuovo e più ampio allineamento, in relazione alla situazione politica contingente. La linea d’azione del Partito verrà ancora più mimetizzata e spersonalizzata; in linea generale si cercherà di preferire e di favorire l’inserimento del lavoro politico e sindacale nelle iniziative altrui, orientandole e sfruttandole successivamente; mentre dovranno essere diminuite e molto differenziate le iniziative direttamente lanciate dal Partito, in modo da renderle meno “tipicamente” comuniste”.

Per quanti e quanti decenni questa linea subdola e sottile è stata seguita e continua ad essere adottata senza che i partiti della sinistra, del centro sinistra e moderati si siano impegnati nel contestarla per estirparla, attenti solo a cercare di soffocare, vedi la legge del democristianissimo Scelba, la destra ?