Gli occhi e le speranze dell’universo marittimo puntati sul mercato delle crociere. Si è conclusa in Florida la 29esima edizione della Seatrade Cruise Global, la più importante fiera internazionale del settore crocieristico. Un evento che ha visto riuniti sotto le insegne e lo slogan dello stand tricolore “Cruise Italy, one country many destinations”, organizzato da Assoporti, tutti i 30 scali del Belpaese, ciascuno con la dignità di una propria postazione e vetrina sul mondo. Un mondo che per la prima volta ha visto partecipare in modo congiunto a un appuntamento di eco mondiale realtà come Napoli e Salerno, Genova e Savona , Cagliari e Olbia, quest’ultime unite dal logo della nuova autorità unica, ma soprattutto dal comune legame con un’Isola vetrina per antonomasia dello splendore culturale, enogastronomico e ambientale del Mediterraneo. Una vetrina, quella isolana, che nell’anno in corso si segnala per una conferma dello scalo olbiese e si aspetta di dare accoglienza con il porto di Cagliari, nel periodo tra aprile ed ottobre, a ben 24 compagnie di crociera, per un totale di 41 navi: numeri che al netto delle cifre si traducono in un totale di 163 approdi e oltre 400mila passeggeri.

Numeri degni di nota, offerti all’attenzione di un mercato mai come stavolta osservatore attento della qualità dell’offerta turistica e dei servizi di ciascuna realtà portuale: realtà affidate a un destino che oggi come non mai si gioca con le regole di una concorrenza globale agguerritissima.

Di certo, l’appuntamento della Seatrade Cruise Global di Fort Lauderdale ha rappresentato un’occasione imperdibile per l’Italia di fare bella mostra di sé alla ricerca di investitori e crocieristi delle compagnie e dei grandi tour internazionali, anche sulla spinta dei dati diffusi per l’occasione dalla Clia, acronimo della Cruise Lines International Association ossia l’associazione che rappresenta le più importanti compagnie del settore. Un settore, quello crocieristico, in crescita nel mondo e capace di registrare in Europa nel solo 2016 un numero complessivo di passeggeri vicino alla soglia dei 7 milioni totali, con aumento del fatturato pari al 3,4 per cento. Un giro d’affari che vede il mercato italiano al terzo posto nel vecchio continente (con 751mila passeggeri, pari all’11% del mercato europeo) alle spalle di colossi del settore del calibro di Germania e Gran Bretagna, per un mercato complessivo che secondo le stime Clia occupa oltre 350 mila persone per un fatturato complessivo di ben 41 miliardi di euro.

Tuttavia, a fronte di un mercato mondiale in piena ascesa e di alcune singole realtà d’eccellenza il comparto italiano nel complesso sembra avvinghiarsi su numeri negativi. A decretare il calo di approdi e di sbarchi di crocieristi nell’anno in corso sono le previsioni ufficiali della Cemar Agency Network di Genova, che a margine della fiera della Florida ha presentato le proiezioni ufficiali per la stagione crocieristica 2017. In base alle stime Cemar, infatti, nel 2017 l’Italia registrerà un calo del 10 per cento sia in termini di passeggeri movimentati nei porti dello Stivale, sia in termini di approdi. Anche le navi in transito scenderanno di numero dalle 146 dell’anno passato a 133 unità.

In base ai numeri Cemar il primo porto italiano si confermerà Civitavecchia con 2 milioni 296 mila passeggeri (con un calo dell’1,94 per cento rispetto al 2016), seguito da Venezia con 1 milione 342 mila passeggeri (pari a un meno 17,44 per cento rispetto al 2016) e Genova, di poco sotto quota un milione.

In netta controtendenza i porti di Messina, Savona e Cagliari con quest’ultimo con un aumento del 51% di passeggeri grazie all’esclusione di Tunisi dagli itinerari delle crociere nel Mediterraneo Occidentale.