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Quando la formazione si traduce in un lavoro vero. Non sembra aver destato la meritata attenzione l’entrata nel mondo del lavoro dei 23 allievi specializzati dell’istituto Mo.So.S., l’istituto tecnico superiore di trasporti e logistica di Cagliari, nato per promuovere lo sviluppo economico e la competitività del comparto marittimo sardo grazie alla creazione di una giovane leva di tecnici
professionisti qualificati. Una risorsa impiegata in breve tempo dal conseguimento del titolo a beneficio di tutto il sistema produttivo dei trasporti isolano, felice epilogo di un meccanismo virtuoso che dimostra di potersi affermare come modello di efficienza e di riscatto sotto le insegne dei quattro mori.
Una notizia d’eccezione nell’epoca interminabile della crisi economica, eppure offuscata dalla disattenzione generale tra i rivoli della cronaca spicciola, ridotta a una manciata di righe nelle notizie brevi di fondo pagina. Allievi reclutati per un percorso di formazione di alta qualità e che oggi si ritrovano a pieno titolo impiegati nel mondo del lavoro, assunti a dispetto di una congiuntura economica sciagurata e di un mondo imprenditoriale ancora refrattario alle dinamiche meritocratiche e agli atti di fiducia nelle giovani generazioni.
Nata con l’obiettivo strategico di incentivare e sostenere lo sviluppo dell’Isola attraverso l’impiego della tecnologia applicata all’economia del mare e dei trasporti, la fondazione Mo.So.S. ha risposto sinora con successo alla domanda proveniente dal mercato di settore di figure professionali specializzate.
Per questo un tale strumento didattico rappresenta per i diplomati del Nautico una valida e conveniente opportunità che si inserisce con pari valore e piena dignità tra i percorsi formativi soprattutto alla luce dell’importanza del settore di pertinenza, quello dei trasporti su mare: un settore a dir poco strategico,
che da tempo vede l’Italia assestarsi come il secondo paese dell’Unione europea nel trasporto di merci sull’acqua e il primo nel Mediterraneo nei traffici a corto raggio, oltre che il primo mercato d’Europa, insieme alla Grecia.

Un settore, quello della navigazione a corto raggio, che occupa circa 20mila addetti diretti con evidenti ricadute sull’indotto e genera un giro d’affari di quasi 5 miliardi di euro muovendo ogni anno circa 40 milioni di passeggeri. Numeri che collocano l’Italia al rimo posto tra i Paesi dell’Unione Europea per numero di persone trasportate e al secondo posto per tonnellate di merci movimentate dai porti nazionali, situazione che ci porta a chiedere che gli incentivi fiscali riservati alle compagnie battenti bandiera italiana siano concessi a chi imbarca personale italiano nello spirito della legge sulla “tonnage tax”.