Continua a imperversare nell’ambiente marittimo italiano lo scontro senza esclusione di colpi tra i due big dell’armatoria Emanuele Grimaldi e Vincenzo Onorato. Un conflitto che va in scena ormai da alcuni anni in una lunga e inarrestabile escalation di fuoco verbale e reciproci atti ostili che negli ultimi giorni si è arricchito di una nuova puntata polemica .
Nei giorni scorsi infatti, attraverso la società controllata Grimaldi Euromed, il gruppo Grimaldi ha inviato un esposto al ministero dei Trasporti, alla Corte dei conti e all’Antitrust chiedendo la sospensione dei contributi pubblici erogati alla Cin – Tirrenia del concorrente gruppo Onorato in nome della convenzione stipulata per il servizio di continuità territoriale. Un esborso pari a 72 milioni di euro annui giudicato dal gruppo Grimaldi “indebito e illegittimo”, nonché motivo di un grave danno per l’erario a fronte «delle molteplici, gravi e reiterate violazioni della convenzione» recita il documento «accertate dal ministero e dall’Antitrust».

Chiaro il riferimento alla recente sentenza del Tar del Lazio che ha sanzionato il gruppo Moby – Cin per abuso di posizione dominante sulle tratte da e verso la Sardegna. Come ampiamente prevedibile, a stretto giro di posta è arrivata la replica di Vincenzo Onorato alle accuse contenute nell’esposto di Grimaldi, accusando quest’ultimo di assumere comportamenti strumentali di aggressione nei confronti di Moby e annunciando i prossimi sviluppi legali di una querelle che si acuisce, è l’accusa di Onorato, di “false dichiarazioni rilasciate al mercato”. Una risposta colma di riferimenti legali e amministrativi che da conto di sentenze del Tar favorevoli al gruppo Onorato oltre a questioni più tecniche legate a procedimenti in corso, in un battage di risposte punto su punto e contro repliche snocciolate per smentire su tutta la linea il pacchetto di accuse dell’esposto di Grimaldi.


Al netto delle questioni legali, dei cavilli e delle ragioni legittime di ciascun gruppo, al centro del dibattito che da tempo scuote l’universo marittimo italiano resta la grave spaccatura che divide nel profondo i tanti supporters delle tesi di Vincenzo Onorato e i tifosi della causa di Emanuele Grimaldi. Una spaccatura di cui molti individuano la genesi nel diverso orizzonte imprenditoriale tra i due contendenti, con Onorato fedele alla visione “autarchica” di chi opera soprattutto lungo le rotte nazionali e Grimaldi e il suo gruppo sensibili invece a una visione “internazionale” della competizione tra players operativi sui mari di tutto il pianeta.

Una contesa per lungo tempo monopolizzata dalle polemiche intorno alla questione della salvaguardia dell’occupazione marittima italiana, apice di un conflitto che ha visto e che vede tuttora impegnati da una parte chi, come Grimaldi, richiede allo stato italiano sostegni e incentivi per le compagnie marittime a prescindere dalla nazionalità del personale di bordo e chi, come Vincenzo Onorato, pretende che a essere premiate con benefit e incentivi pubblici siano soltanto le compagnie che imbarcano personale italiano e comunitario. Una querelle che ha avuto se non altro il merito di evidenziare questa ferita profonda nel cuore della marineria italiana che ,a dispetto della distrazione generale,resta uno dei pilastri più saldi dell’eccellenza italiana .