Interessante il nuovo piano operativo triennale dei trasporti 2017 – 2019 approvato nei giorni scorsi dal Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del Tirreno centrale, erede delle “vecchie” Autorità Portuali di Napoli e di Salerno. Un documento presenta contenuti ineludibili e risvolti cruciali per tutto il sistema dei trasporti del Mediterraneo, e non solo.
Spetta al Piano Operativo Triennale infatti, determinare in concreto l’attività di pianificazione, programmazione e organizzazione del sistema portuale di riferimento, la redazione del programma e del piano operativo triennale delle opere e la relativa definizione in concreto nell’elenco annuale degli interventi infrastrutturali, indicante le opere in corso di realizzazione in ciascuna realtà portuale. Un documento che traccia in dettaglio le linee di sviluppo dei porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia in un’ottica di sviluppo integrato e di intermodalità dei servizi, in attuazione di un corpo di interventi finanziati dall’Unione europea e dalla Regione Campania che prevede un articolato programma di interventi che vanno dai dragaggi alla realizzazione di infrastrutture idriche e fognarie e di collegamenti stradali e ferroviari, oltre al potenziamento di quelli esistenti.
Costituito da un articolato complesso di 12 progetti di cui tre già concretizzati, il Piano prevede l’esecuzione entro il 2020 di due interventi nel porto di Salerno per una spesa totale di 73 milioni di euro e ben sette in quello di Napoli (per un totale di 141 milioni), a cui va aggiunta una ulteriore serie di azioni previste anche nel porto di Castellammare di Stabia: interventi per la gran parte coperti da finanziamento pubblico, per uno sforzo economico per la gran parte a carico della regione Campania. Tutte le opere dovranno essere realizzate nel prossimo triennio, in ossequio a un documento improntato alla «coerenza temporale nell’attuazione» di opere rilevanti come il completamento della Nuova Darsena di Levante e il nuovo collegamento viario e ferroviario per lo scalo di Napoli, l’allargamento della imboccatura del porto, il completamento della “Porta Ovest” e la realizzazione di un nuovo terminal traghetti per lo scalo di Salerno. Da rimarcare anche il piano di interventi fissati per il porto di Castellammare, con il rilancio della cantieristica e dell’attività di attracco per i mega-yacht.
Frutto anche del confronto con i rappresentanti delle forze economiche e sociali della Campania, il Piano introduce una programmazione di sistema che si pone l’obiettivo di integrare gli scali per valorizzare le opportunità di sviluppo del territorio di riferimento. Obiettivo principale è quello di completare le opere infrastrutturali già in itinere, al fine di aumentare la competitività di uno snodo tra i più strategici della portualità mediterranea, con evidenti ricadute per la vita quotidiana di un bacino demografico che comprende oltre 14 milioni di abitanti, ma che investe da vicino anche lo sviluppo economico di un tessuto produttivo che si estende dalla Campania alla Basilicata, alla Puglia settentrionale e al basso Lazio.
Strumento di sviluppo anche industriale, il Piano operativo triennale dell’Autorità campana di sistema portuale è anche, o forse soprattutto, un incentivo. Un incentivo per le compagnie armatoriali, supportate nella domanda di servizi sempre più efficienti per affrontare al meglio il mercato della concorrenza globale. Un incentivo per il Paese, troppo spesso sprovveduto e inconsapevole delle potenzialità custodite dalla sua anima marinara. Un incentivo, un’opportunità e uno sprone per il lavoro della prossima Autorità portuale della Sardegna: un lavoro su cui i lettori di questa testata verranno regolarmente aggiornati nei prossimi articoli.