Alla presenza del Sottocapo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio di squadra Paolo Treu, si è svolta venerdì 15 al Varignano sede del Comsubin la tradizionale cerimonia di conferimento dei brevetti agli allievi che hanno superato il corso Ordinario Palombari 2018, nel 170° anniversario della fondazione della prima scuola Palombari realizzata a Genova il 24 luglio nel 1849.

La ricorrenza è stata anticipata dalla deposizione di una corona nella cappella del Varignano in memoria dei caduti, effettuata dagli allievi del corso Odisseo alla presenza del Comandante del Raggruppamento Subacquei ed Incursori “Teseo Tesei”, ammiraglio di divisione Paolo Pezzutti.

Il conferimento del brevetto e del basco blu da Palombaro celebra il termine di un intenso periodo formativo della durata di oltre 10 mesi, attraverso il quale quest’anno sono stati selezionati 11 marinai che, da oggi, continueranno il loro servizio tra le fila del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) tra addestramento continuo ed impegnative missioni operative.

Da domattina, infatti, questi giovani Palombari, 7 volontari in ferma breve quadriennale e 4 volontari in ferma breve annuale (VFP1) saranno destinati al Reparto Pronto Impiego del GOS per iniziare la loro preparazione specialistica con le attrezzature subacquee più performanti oggi esistenti. In particolare il personale VFP1 che ha frequentato il corso lo ha potuto fare grazie alla nuova modalità di arruolamento che consente di accedere a Comsubin attraverso un apposito concorso pubblico.

Entrare a far parte del Gruppo Operativo Subacquei, significa integrarsi in un’eccellenza nell’ambito della Difesa nazionale nel contesto marittimo.

Come infatti ha ricordato l’ammiraglio Treu nel suo intervento, riferendosi ai neo brevettati: “Diventerete esperti nel soccorso a personale di sommergibili sinistrati, capacità pregiata che solo poche Marine possiedono… Imparerete a rendere inoffensivo qualsiasi ordigno esplosivo, convenzionale o improvvisato, anche per sventare eventuali azioni terroristiche. Vi distinguerete in attività d’ispezione, intervento e recupero subacqueo, in acque dolci e salate, anche a favore di diversi Dicasteri e agenzie dello Stato, oltre che della collettività”.

Ed è proprio in quest’ambito che i Palombari sono spesso chiamati ad operare in complesse operazioni subacquee di Protezione Civile, peculiarità che rende tale componente della Marina un vero e proprio strumento duale e complementare al servizio della collettività. Nell’ultimo decennio questi uomini sono stati coinvolti nelle operazioni subacquee conseguenti:

  • al naufragio della nave passeggeri Costa Concordia (2012);
  • al crollo della torre piloti del porto di Genova (2013);
  • ai naufragi più drammatici accaduti negli ultimi anni nel Mar Mediterraneo: Lampedusa (ottobre 2013) e Mediterraneo Centrale (aprile 2015);
  • all’incidente occorso all’Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica Militare, impattato nelle acque di Terracina nel settembre del 2017.

Solo lo scorso anno, i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei hanno condotto un infinità di operazioni subacquee che hanno permesso di:

  • ripristinare le condizioni di sicurezza di 162 località italiane effettuando 245 interventi di bonifica d’urgenza, che hanno consentito di rimuovere, attraverso 3.849 ore d’immersione, un totale di 45.591 ordigni esplosivi da nostri mari, laghi e fiumi;
  • coadiuvare i medici ed infermieri di Comsubin a svolgere centinaio di trattamenti di ossigeno terapia iperbarica a favore della popolazione civile;
  • riattivare il Porto Nuovo dell’isola di Pantelleria (TP), attraverso un innovativa proceduta d’intervento, distruggendo un masso ciclopico di 146 tonnellate che, dal 2012, impediva l’attracco dei traghetti e quindi la continuità territoriale con la Sicilia;
  • effettuare un immersione, con la tecnica della saturazione, a favore della Soprintendenza della Liguria su di un relitto francese affondato nel 1795 durante la battaglia di Capo Noli (SV) dall’allora Comandante Horatio Nelson. In particolare, quest’ultima operazione oltre ad essere stata un importante momento addestrativo teso a mantenere le capacità di intervento il alto fondale, ha segnato un primato mondiale in quanto ha rappresentato il primo scavo archeologico subacqueo effettuato con la tecnica della saturazione.

Fonte Marina Militare