Nel profluvio di letture, interpretazioni ed analisi sulle elezioni regionali francesi, non poteva non essere se non Stenio Solinas a darci il commento più accurato ed approfondito. Senza scadere nel pettegolume di certi fogli di “centrodestra”, individua l’inscindibile proficua complementarietà di Marine “movimentista e libertaria” e Marion “conservatrice e identitaria”.

Sostengono insieme – e noi italiani possiamo solo con nostalgia, rimpianto ed invidia osservarle – difendere e portare alta “quella “certa idea” di Paese, che è “memoria, stile, tradizione, modo di essere ”.

L’unico e solo punto di attrito si riscontra nell’accantonamento, secondo Solinas avvenuto, della dicotomia destra – sinistra, rimpiazzata da un’antitesi ardita e confusa “fra alto e basso, superficie e profondità ovvero nomenklatura e popolo”. Viene da chiedere al vecchio amico, conosciuto nei convegni della fondazione Volpe, e al politologo, che ha visto i due termini, dominanti da secoli nella politica, superati dalla contrapposizione tra europeisti ed antieuropeisti, se il vieto luogo comune dell’affossamento non sia stata la causa principale della confusione attuale, aggravata e non risolta.

Il quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi – dire finalmente non è davvero inappropriato – si è accorto che il FN ha un programma assai più esteso, più approfondito e circostanziato di quello ridotto demagogicamente alla lotta contro l’immigrazione, fenomeno del resto non sconosciuto nella terra d’Oltralpe.

Si tratta di linee operative, che schiacciano e surclassano il nemico principale, rimasto chiuso autolesionisticamente anche la sonora bocciatura subita, il partito postgollista subordinato ad un “padre padrone”, traballante, alle prese con grossi guai giudiziari (non è davvero isolato), ostile non da oggi all’Italia.

“Il Giornale”, dopo la consultazione tenutasi nelle 13 regioni del nuovo ordinamento, di significato e effetti più contenuti rispetto ad un’eventuale votazione generale politica, si è accorto, dopo mesi e mesi, che “il Continente vira a destra”.

Ad una politica di destra hanno manifestato il loro favore ed hanno attribuito il loro consenso gli elettori polacchi, austriaci, svizzeri, slovacchi, ungheresi e persino islandesi e danesi.

E in Italia? Berlusconi con la pattuglia ai suoi ordini cerca di arginare il credito acquisito dal FN, riprendendo lo spirito della manifestazione di Bologna, rimasta per ora senza il minimo seguito e lanciando uno slogan travolgente e coinvolgente “parlare alla pancia e alla testa del paese”. E i raggruppamenti di destra, quella autentica e naturale. Boh? Storace si è posto al seguito di Salvini e twitta scherzosamente per il per il tal Marchini. Chissà cosa diranno i suoi elettori ed i suoi simpatizzanti.