Invertire subito la rotta in politica estera. Rivedere i rapporti spezzati o infreddoliti con Russia e Siria e interrompere o sospendere le relazioni con Turchia, Qatar, Arabia Saudita. È la richiesta assordante del mondo politico francese — da Marine Le Pen agli ex premier Fillon e Juppè compresi pezzi importanti del partito socialista — al ministro degli esteri e al presidente Hollande. Marine nella sua breve dichiarazione di ieri (nel video) ha chiesto con forza che la Francia «finalmente determini chi sono i suoi alleati e chi sono i suoi nemici. I nemici sono quei paesi che intrattengono relazioni amichevoli con l’Islam radicale; i nemici sono tutti quegli stati che hanno atteggiamenti ambigui con i terroristi. Tutti coloro che combattono il terrore sono degli alleati della Francia e devono essere trattati da alleati». Ogni riferimento a Mosca, Damasco e il Cairo è voluto.
La presidente del Front National ha scelto un profilo di governo e tracciato, una volta di più, una netta distinzione tra islam radicale e criminale e mondo musulmano. Una scelta razionale e vincente che ha spiazzato gli avversari, costringendo Hollande ha rompere il “cordone sanitario” attorno al FN. Questo pomeriggio – a differenza di quanto accaduto lo scorso gennaio dopo l’attentato a Charlie Hebdo — Marine assieme a Florian Philippot varcherà le porte dell’Eliseo per un incontro ufficiale con l’attuale inquilino. La presidentessa ha anticipato che — per senso e rispetto dello Stato — sospenderà ogni propaganda elettorale (le regionali sono imminenti) e non chiederà le dimissioni del presidente: «Il tempo per parlare delle responsabilità politiche verrà, ora è il momento della sicurezza dei francesi».

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