Chissà cosa direbbe Giorgio Almirante se fosse ancora nel regno dei mortali. Chissà cosa direbbe Giorgio Almirante di Gianfranco Fini. Chissà. Sarebbe d’accordo con la sua amata, donna Assunta? La papessa nera in più occasioni ha definito “traditore” l’ex segretario di Alleanza Nazionale. Donna Assunta Almirante è una delle poche alle quali è concessa la licenza di esprimere, senza sembrare volgare o indelicata, il proprio pensiero. Lei, di certo, non le ha mai mandate a dire. Specie a Fini. A quel pupillo che tanto ha deluso la nobildonna del sud. Proprio lei che lo sponsorizzò alla guida del MSI, nel 1987, un anno prima della morte del marito. “Traditore” gli ha urlato il popolo che sabato si è ritrovato nella piazza del potere per chiedere la liberazione di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò detenuti in India perchè incolpati dell’uccisione di due pescatori. Il destinatario di cotanta rabbia e indignazione è sempre lui, Gianfranco Fini, che alla piazza ha preferito uno sterile comunicato stampa letto dal presidente dell’Anmi Giampaolo Pagnottella: “desidero rinnovare la mia solidarietà ai due fucilieri del reggimento San Marco attualmente detenuti in India. Su questa questione, scrive il presidente della Camera, ho già avuto modo di richiamare l’attenzione di Paesi alleati, manifestando il sostegno all’azione del nostro governo fortemente impegnato per un loro rapido rientro in Patria”. Una missiva che ha suscitato solo fischi e indignazione. Ma quali mai saranno stati gli impegni istituzionali che hanno impedito a Fini di essere presente alla manifestazione organizzata dai marinai a sostegno dei colleghi imprigionati in India? Dov’è finito il Fini dei comizi in piazza? Dov’è finito? Forse intrappolato nella ragnatela da lui stesso tessuta per rimanere aggrappato al potere. Fregandosene dell’ideologia, dei valori, della tradizione di quel partito che gli ha consentito di arrivare laddove siede ora. Fini ha preferito gli irrinunciabili impegni istituzionali alla piazza. Quella piazza che lo avrebbe dovuto vedere presente; ancor più, visto che il ministro degli Esteri, Giulio Terzi Sant’Agata, è uomo suo. Ancor più egli avrebbe dovuto essere al fianco di quei manifestanti, delle famiglie dei due marò. Ancor più egli avrebbe dovuto battere i pugni. Così come avrebbe fatto Giorgio Almirante che, mai più di oggi, rende orfana la politica.

m4s0n501