Rivolgo i miei auguri di buon lavoro al neo ministro degli Esteri conte Paolo Gentiloni. Un uomo intelligente, sicuramente superiore alla modesta signora  Mogherini che Renzi ha spedito subitamente fuori alle scatole (in Europa non potrà fare troppi danni, poichè nulla pesa…).

Ma il buon Paolo (persona cortese e gradevole) notariamente, è non proprio famoso per la sua determinatezza.  Anzi. Apprendere perciò che la sua ‘politica estera «sarà in continuità con il governo precedente» non mi fa nutrire nessuna speranza per la posizione internazionale dell’Italia, per i rapporti complicati con Bruxelles e con Mosca e, soprattutto, per la drammatica questione di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre.

Passano gli anni, passano gli inviati speciali e passano i ministri (passerà anche Gentiloni, prima o poi) ma nessuno ha considerato e considera una priorità la vicenda dei due maro’ e il contezioso con l’India. Ovviamente spero d’essere presto smentito dal  conte Gentiloni. Sarò il primo a congratularmi con lui il giorno che i nostri marò usciranno dall’incubo.