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Per molti Franco Basaglia, il padre di Psichiatria Democratica, è un luminare, un genio. Per altri, il mentore veneziano dell’antipsichiatria e della legge 180, rimane un pasticcione visionario. Una discussione ancora aperta.

Di certo, qualche danno il buon dottore lo ha fatto. Lo conferma la sfilata romana  di un gruppo di picchiatelli in camicia bruna, autodefinitisi “militanti del Movimento Sociale Italiano Destra Nazionale”. Cos’è successo? Lo scorso 29 ottobre, una comitiva di mattacchioni, capitanata dalla vedova di un certo Saya, per lo più noto come massone e pseudo spia, ha “presidiato” il lungo Tevere.  La signora Maria Antonietta Cannizzaro (per l’occasione presidente nazionale, continentale, universale e intergalattica del neo MSI-DN astrale)  si è poi recata con otto sodali a Castel Sant’Angelo dove ha ufficiato uno strambo rito simil leghista. Come il Bossi dei tempi andati, la sfiorita “ducessa” neomissina ha impugnato un’ampolla con l’acqua inquinata del biondo Tevere, proclamando al mondo intero la nascita del III Impero di Roma. Persino il “senatur” era più modesto, lui almeno si limitava alla Padania e al dio Po….

Insomma, roba da matti veri e un nuovo fascinoso oggetto di studio per gli psicopatologi. Una sola domanda. Perchè il defunto dottor Basaglia non ha lasciato aperto almeno un manicomio? Gli “ospiti” non mancano.