Il 16 settembre 1970 il giornalista Mauro De Mauro, di 49 anni, fu rapito davanti alla sua abitazione al termine di una giornata di lavoro.
Vittima della Mafia, il suo cadavere non è stato mai ritrovato.
De Mauro dopo l’8 settembre 1943 si era arruolato nella X MAS del principe Junio Valerio Borghese e al termine della guerra era sopravvissuto per miracolo alla bastonatura ricevuta da un gruppo di partigiani che gli lasciò per sempre il volto deturpato e altre menomazioni fisiche.
Recluso assieme ad altre decine di migliaia di soldati repubblicani nel campo di concentramento di Coltano (Pisa), alla fine del 1945 riuscì ad evadere e visse in clandestinità per due anni con la moglie.
La sua vicenda legata al fascismo si concluse nel 1949 con l’assoluzione (per non aver commesso il fatto) da parte della Corte di Cassazione dopo una prima condanna nel 1946 e una assoluzione da parte della Corte d’Assise di Bologna nel 1948.
In omaggio al suo passato e al suo comandante Borghese, chiamò una delle due figlie, Junia.
Trasferitosi a Palermo con parte della sua famiglia, compreso il fratello Tullio De Mauro, linguista e docente in quella Università (che in seguito sarà assessore alla Cultura eletto nelle liste del PCI e ministro della Pubblica Istruzione in uno dei Governi Amato), iniziò la professione di giornalista al “Tempo di Sicilia” per poi passare al quotidiano siciliano di proprietà del PCI, “L’Ora”, per il quale ancora lavorava al momento del suo sequestro e uccisione.
Oltre ad essersi occupato di inchieste sulla Mafia, Mauro De Mauro da qualche mese si stava occupando per incarico del regista Francesco Rosi, della morte di Enrico Mattei, il Presidente dell’ENI ed ex comandante partigiano caduto a Bascapè (Pavia) con il suo aereo nel 1962; aereo guidato dal comandante Irnerio Bertuzzi, ufficiale pilota durante la RSI (diversità politica per la quale Mattei diceva scherzando: “Andiamo sul sicuro: Dio non può avercela con un fascista e con un partigiano”…).
Rosi stava lavorando allora al film “Il caso Mattei”, che sarebbe uscito di lì a poco.
Mauro De Mauro, un altro dei tanti, troppi, misteri italiani.