In occasione dell’acquisizione delle “Carte Massi”,  presso la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice (Via Genova 24 – Roma) , lunedì 25 marzo,  è stata organizzata una giornata di studio dedicata a Ernesto Massi (1909 – 1998).

Figura di spicco nel Msi delle origini, vicesegretario nazionale tra il 1948 ed il 1952, leader della componente di “sinistra nazionale” (“…se siamo qui convenuti – dichiarò, nel 1948, al primo congresso del Msi – è perché fermamente crediamo nella necessità di un nuovo ordine sociale e che in funzione di tale nuovo ordine vogliamo erigere un nuovo ordinamento economico”)   poi uscito  dal partito dopo il V Congresso (Milano, 24 – 26 novembre 1956), Massi ha portato nella sua attività politica le competenze scientifiche proprie del docente universitario e del ricercatore appassionato. Testimonianza di  questo duplice impegno, politico e culturale,  il Centro Studi “Nazione Sociale”, che, tra il 1952 ed il 1963 organizza una serie di convegni su tematiche politico-sociali,  e la rivista omonima,  che esce dal 1952 al  1955, attraverso cui Massi accentua e sviluppa la  critica al liberal-capitalismo  e  all’ordine mondiale, nato dopo la II Guerra Mondiale,  prefigurando la possibile alternativa social-corporativa.

Negli Anni Settanta, con il suo riavvicinamento al Msi – Dn, Massi concorre alla costituzione dell’Istituto di Studi Corporativi, del quale diventa presidente, impegnandosi in  una rilettura della dottrina partecipativa, alla luce degli  assetti socio-economici determinati dalla globalizzazione, dalla rivoluzione postindustriale e dal venire meno del vecchio blocco comunista dell’Est europeo. Superato l’approccio “storico”, il corporativismo – anche grazie a Massi – appare  in grado di rispondere ai nuovi scenari socio-economici e politici determinati dalle trasformazioni tecnologiche, dalla “terziarizzazione”, dai processi di integrazione internazionale, dalla crisi dei vecchi equilibri partitocratici.

Il pensatore triestino, già docente di Geografia Economica all’Università di Roma “La Sapienza”, è considerato dagli studiosi il padre della geopolitica italiana assieme a Giorgio Roletto, con cui diede vita, alla fine degli anni Trenta,  all’esperienza della rivista Geopolitica (una selezione dei suoi scritti è stata pubblicata da Barbarossa editore nel volume “Geopolitica fascista”); presidente, per un decennio, della Società Geografica Italiana, Massi  ha  studiato   l’interazione tra l’ambiente fisico dell’essere umano e le sue forme di vita politica. La relazione tra i due concetti, dopo l’oblio in cui finì nel secondo dopoguerra, è tornata alla ribalta a partire dagli anni Ottanta e soprattutto negli anni Novanta con la fine della Guerra Fredda e il crollo del muro di Berlino poiché, pur venendo meno la contrapposizione ideologica, permangono e anzi si ripropongono i conflitti per il controllo e il dominio del territorio.

La Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice – che di recente ha acquisito l’Archivio Massi – in collaborazione con la Società Geografica Italiana, si propone di ricordare l’attività dello studioso e del politico in un convegno che ripercorre le tappe più importanti della sua biografia. Il convegno è suddiviso in due sessioni che si terranno presso la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice. La prima, al mattino, avrà come tema portante gli studi di Ernesto Massi, gli anni della formazione, la partecipazione all’attività politica e culturale del nostro Paese fino al termine della Seconda guerra mondiale. Ad aprire la serie di interventi sarà una relazione sulle origini della geopolitica italiana. Seguiranno contributi sull’attività scientifica di Massi, con l’obiettivo di collocare storicamente il suo percorso formativo. Una relazione approfondirà il periodo in cui lo studioso insegnò presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, mentre gli interventi successivi saranno dedicati ai rapporti tra geopolitica italiana e geopolitica tedesca e alla scuola romana di geografia economica cui Massi diede un contributo significativo.

La seconda parte del convegno si svolgerà nel pomeriggio e sarà dedicata all’impegno politico-culturale e all’attività universitaria svolta da Massi a partire dal fascismo e poi nel secondo dopoguerra, quando si impegnò per la nascita del Movimento Sociale Italiano e per la fondazione del Partito Nazionale del Lavoro. La sessione si concluderà ricordando l’adesione dello studioso giuliano all’Istituto di Studi corporativi e l’attività che svolse in questo ambito.