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Primo aprile 1926. Trieste. Dal molo Audace si alzava leggero, leggero nel cielo del golfo l’idrovolante Cant 10, il primo volo commerciale dell’aviazione civile italiana. Destinazione Torino, parco del Valentino.

Un’era nuova si apriva con i colori della SISA, Società italiana servizi aerei, la “madre” di tutte le linee aeree nazionali.  Merito dei fratelli Cosulich, i rocciosi quanto geniali imprenditori di Lussinpiccolo, fondatori del Cantiere navale triestino e delle Officine Aeronautiche che diveranno i Crda ovvero nei Cantieri riuniti dell’Adriatico.

«L’avventura – racconta lo storico Carlo D’Agostino – iniziò dai primi timidi e avventurosi voli con alcuni Fba, piccoli e traballanti idrovolanti, residuati della prima guerra mondiale, e culminò con i velivoli appositamente progettati dall’ingegner Raffaele Conflenti: il “Cant 10”, monomotore da quattro passeggeri, e il “Cant 22”, trimotore da dieci passeggeri. A precederli, però, ci furono il “Cant 7” per la scuola di volo e il “Cant 18” per l’addestramento più impegnativo».

Risultato: la Sisa chiuse il primo anno d’attività con 575 collegamenti effettuati, 1.589 ore di volo, 238.262 chilometri percorsi, 1.588 passeggeri e 13.470 chilogrammi di merci e bagagli. Nacquero poi nuovi collegamenti aerei: Zara-Ancona-Venezia, Trieste-Fiume-Zara, Trieste-Brioni-Venezia, Trieste-Venezia-Pavia-Genova e ancora Ancona-Zara, Fiume-Abbazia-Brioni-Venezia. Un successo pieno che, nel 1933, convinse Mussolini — su suggerimento di Balbo — a dar vita a un’unica compagnia aerea nazionale. «Il 1° maggio del 1934, alla presenza di tutto il personale riunito a Trieste dinanzi all’hangar in ferro realizzato pochi anni prima, il presidente – racconta ancora D’Agostino – salutò tutti i collaboratori, mentre la bandiera della Sisa scendeva dal pennone dell’hangar per essere sostituita da quella della Sam, ovvero la Società aerea mediterranea che avrebbe poi assunto il nome d’Ala Littoria». Grazie a quell’esperienza, nel dopoguerra nascerà la LAI, Linee aeree italiane, e poi Alitalia, sino agli anni Settanta una delle migliori compagnie del mondo.

Un’anniversario importante. Da ricordare con giusto orgoglio e un po’ di amarezza. Oggi la nostra ex compagnia di bandiera parla arabo.

 

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