th-9

 

 

 

 

Questa volta i sondaggi non hanno fallito, anzi: il previsto sorpasso di Alternative für Deutschland sulla Cdu della cancelliera Angela Merkel alle elezioni regionali in Meclenburgo – Pomerania è stato confermato dal risultato delle urne. Afd raggiunge il 20,8%, mentre la Cdu si attesta al 19%, con una perdita di circa il 4% rispetto alle precedenti elezioni regionali. Resiste la Spd, oggi al 30% ma in calo di oltre cinque punti.

Il dato che arriva dal Meclenburgo accanto al suo evidente valore politico ne ha un altro simbolico: quello dove si è votato domenica scorsa è il collegio elettorale di Frau Merkel. La cancelliera ha tenuto numerosi comizi ed incontri fino alla vigilia del voto in Meclenburgo sperando di invertire la tendenza indicata dai sondaggi, ma inutilmente.

Sotto il profilo più strettamente politico diverse le considerazioni da fare. Con alcune puntualizzazioni: il Meclenburgo – land dell’ex DDR –  è sempre stato sensibile al richiamo delle ali estreme dello schieramento politico tedesco; qui l’estrema destra dell’Npd fino a questa ultima tornata elettorale aveva dei propri rappresentanti nel Landtag (il “consiglio regionale”) ed anche la Linke (oggi in calo di cinque punti) in passato ha raggiunto buoni risultati. Il land chiamato al voto, poi, è uno dei meno popolosi della Germania.

Elementi che, tuttavia, non inficiano il dato essenziale: l’elettorato tedesco ha bocciato la politica delle porte aperte all’immigrazione di massa voluta da Frau Merkel. Questo, infatti, è stato il cavallo di battaglia di Afd nel corso della campagna elettorale in Meclenburgo. E che su questo la Cdu sia stata “punita” lo riconoscono, ad urne chiuse, anche diversi esponenti del partito della cancelliera.

Ma gli attacchi più duri all’indirizzo di Angela Merkel arrivano dalla Csu, il “partito fratello” bavarese della Cdu, da sempre schierato su posizioni di destra conservatrice più rigide rispetto a quelle del partito della cancelliera. Per Markus Söder, ministro delle Finanze bavarese, il risultato elettorale in Meclenburgo addirittura rappresenta “un campanello d’allarme per l’unione (tra la Cdu e la sua Csu, nda). E il segretario generale della Csu Andreas Scheuer non esita a chiedere una revisione, in senso ovviamente restrittivo, della politica sull’immigrazione. Commenti accomunati tutti da un elemento: la “colpevolezza” di Frau Merkel per il disastroso risultato rimediato in Meclenburgo. Tanto che già oggi diversi commentatori ipotizzano la fine del lungo cancellierato Merkel.

Intanto il responso delle urne oltre a confermare l’ulteriore radicamento di Afd all’interno dei parlamenti regionali – quello del Meclenburgo –Pomerania è il nono in cui siedono rappresentanti di Alternative -, segna una dura battuta d’arresto dell’Npd. Probabilmente ben più di uno stop temporaneo. La formazione della destra radicale potrebbe aver raggiunto la fine della sua parabola politica con l’arrivo sulla scena di Afd, partito libero da ingombranti riferimenti ad un “passato che non passa”, in grado di catalizzare i consensi dell’elettorato tedesco su proposte “politicamente scorrette” senza che entri in gioco il senso di colpa collettivo che ancora aleggia sulla Germania.

E probabilmente proprio nel senso di un’apertura agli elettori dell’Npd vanno lette le dichiarazioni rilasciate da uno dei leader nazionali di Alternative für Deutschland alla vigilia del voto in Meclenburgo: Jörg Meutehen si era detto pronto a sostenere nel Landtag le proposte dell’Npd se “ragionevoli”. Visto l’esito del voto –che priva l’Npd di suoi rappresentanti in consiglio- toccherà ora direttamente agli esponenti di Afd formulare “proposte ragionevoli” per i cittadini del Meclenburgo.