Un prete e tanti “filantropi” in galera. La DDA di Catanzaro ha fermato oggi 68 persone ritenute appartenenti alla cosca Arena di Isola Capo Rizzuto (Crotone). Il clan controllava a fini di lucro la gestione del centro di accoglienza per migranti di Isola, uno dei più grandi d’Europa.

Tra i fermati il capo della Fraternità di Misericordia (?) di Isola Capo Rizzuto, che gestisce il CARA di Isola, Leonardo Sacco, ed il parroco dello stesso paese, don Edoardo Scordio. Anche il sindaco di Isola Capo Rizzuto Gianluca Bruno è indagato: reato ipotizzato è concorso esterno in associazione mafiosa.

Gli Arena, tramite la Fraternita, da più di un decennio erano riusciti ad aggiudicarsi gli appalti indetti dalla Prefettura di Crotone per le forniture dei servizi di ristorazione al centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto e di Lampedusa. Appalti che venivano affidati a imprese appositamente costituite dagli Arena e da altre famiglie di ‘ndrangheta per spartirsi i fondi destinati all’accoglienza dei immigrati clandestini.

Tutti gli indagati sono accusati di associazione mafiosa, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, malversazione ai danni dello Stato, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture e altri reati di natura fiscale, tutti aggravati dalla modalità mafiose. Nel corso dell’operazione anche un sequestro beni milionario. Bene così.