La Corea del Nord ha annunciato con gran clamore d’aver lanciato ieri un missile “intercontinentale” , capace di colpire “ovunque nel mondo”.  Kim Jong-un ha definito l’ordigno un “dono per i bastardi americani”. E pare abbia aggiunto: “Dobbiamo inviare doni come questo ogni tanto, per aiutarli a rompere la noia”.

 

Anche gli Stati Uniti confermano il carattere “intercontinentale” del lancio di ieri, e la sua “minaccia globale”. Ma gli esperti dubitano fortemente. Secondo Pyongyang, il missile ha volato per 933 km, raggiungendo un’altitudine di 2800 km, prima di cadere nel Mar del Giappone, dopo 39 minuti. Gli esperti confermano la gittata, ma dubitano che il lancio sia stato un successo perché nessuno ha registrato la sua caduta in mare. Ciò significa che il missile potrebbe essersi distrutto per l’alta temperatura (7mila gradi) al momento di ritornare nell’atmosfera terrestre. Un altro dubbio degli analisti riguarda la capacità di Pyongyang a “miniaturizzare” le bombe nucleari per poterle inserire nel cono della punta del missile, su cui non si ha ancora certezza.