Evviva la Boldrini, anche se dai primi passi del “premier” imposto ci aspettavamo che fosse fatta la denunzia fatta ieri: un uomo (ufficialmente) solo al comando è pericoloso per la democrazia, specie se è circondato, come è nel nostro caso, da un “giglio magico” arrogante, irritante e prepotente. Si arriva a rimproverare alla Boldrini il mancato rispetto della terzietà della sua carica e a ricordare il parere non vincolante delle commissioni parlamentari, tra l’altro contrario, solo perché contrasta e costituisce critica sostanziale al metodo illiberale seguito dal gruppo di (stra)potere di Palazzo Chigi per l’approvazione di una riforma “benedetta” dalla Confindustria.

Si dice, anzi si favoleggia della scomparsa della sinistra e dei suoi metodi dialettici, contrari alla verità ed alla realtà dei fatti: la ministra (o ministressa) Boschi, che, se non fosse parte integrante del “giglio magico”, sarebbe stata abbondantemente dimissionata per i guai familiari, ha avuto l’incredibile di rimproverare ad un povero Romani, come ogni bravo esponente di FI dialetticamente inconsistente: “Noi non compriamo nessuno, questa è una pratica di cui siete esperti voi. Gli Scilipoti sono nella tradizione vostra” , aggiungendo – si badi alla faccia “tosta” – “Se poi con un’azione di convincimento creiamo consensi in Parlamento è un fatto positivo perché ne guadagna il Paese”. E poi si raccomanda con questa gente il confronto e magari la collaborazione. E’ vero, cav. Berlusconi?

E’ riapparsa sempre più potente e preoccupante la “balena bianca”: il presidente della Repubblica è figlio di notabile democristiano ed egli stesso parlamentare democristiano, il presidente del Consiglio è di formazione scudocrociata e scoutistica, ed ora si profila addirittura la nomina di una “donna forte” alla Rai, il cui nome è di per sé una dimostrazione lampante del recupero della DC, Eleonora Andreatta, figlia di Beniamino, che tanto bene – lo ricordiamo tutti – ha operato per l’Italia !

Ieri si è svolta a Roma l’assemblea dei “ricostruttori” con un successo di pubblico notevole. Il consenso di Fitto è forte come indubbiamente forte è il consenso, sempre però urlato, di Salvini, alle prese con la bega, telecomandata, di Tosi. La loro forza di coagulo in funzione antiRenzi potrebbe essere notevole, se fosse frutto di un programma concordato e soprattutto articolato, e non fosse minata da una trasparente e deleteria corsa alla leadership.

In questo quadro sorprende, preoccupa e dispiace la marginalità della destra, destinata ad una funzione di gregariato, testimoniata anche dalla discesa nei sondaggi del seguito elettorale di FdI, ora al di sotto della soglia del 3%. La Rauti che fine ha fatto dopo la manifestazione dell’ 8 scorso e Storace si limita solo a presenziare?