Buone notizie per gli appassionati delle Alpi. Dopo 50 anni torna, finalmente, il treno delle Dolomiti. Smantellato nei Sessanta (molto  scioccamente) dopo le Olimpiadi di Cortina a favore del traffico su gomma,  il collegamento ferroviario torna oggi d’attualità, anzi accelera. Per Luca Zaia, presidente di Regione Veneto, l’opera sarà pronta fra 7-8 anni, 10 al più tardi. E riuscirà a trasportare i turisti da Venezia a Cortina in 2 ore e 5 minuti. Parola di Gianmichele Gambato, presidente di “Sistemi territoriali”, la società incaricata dalla Regione a redigere lo studio. «Non sarà a trazione elettrica, ma probabilmente a idrogeno, come si sta sperimentando in Germania».

Due percorsi, due progetti tra i quali scegliere quello migliore. Il diretto per la Val Boite costerà 710 milioni e coprirà il tragitto da Calalzo in 33 minuti. Per la Val d’Ansiei i costi lieviteranno a 745 milioni e il treno avrà una percorrenza di 40 minuti. Dopo il benestare (speriamo scontato e rapido) dei sindaci del territorio partirà la gara per il progetto esecutivo e via ai lavori. «Sono certo che accelererà anche Bolzano», ha detto Zaia al Genio Civile di Belluno. In futuro la linea potrà collegarsi all’Europa, puntando su Bolzano, attraverso la Val Gardena e la Val Badia. Fra nove anni, infatti, Bolzano sarà la stazione del tunnel del Brennero, con le Frecce europee.

 

Zaia è convinto che sia la volta buona. «Per noi il Treno delle Dolomiti non è un sogno irrealizzabile, stiamo seriamente lavorando a questo progetto. Ci crediamo, anche in forza dell’intesa firmata con il Ministro delle infrastrutture, Delrio, e il presidente altoatesino Kompatscher, a febbraio del 2016. Da allora non siamo stati fermi e oggi consegniamo alle valutazioni del territorio due ipotesi progettuali di tracciato, affinché sia scelta quella ritenuta più vantaggiosa per l’intero Bellunese». A scanso di equivoci, Zaia si augura di «non trovare comitati contro la strada ferrata, perché il treno rappresenta il massimo della sostenibilità ambientale. Pare, in effetti, che quasi nessuno sia tentato di preferire l’autostrada al treno». Gli amanti della montagna non hanno dubbi.