Nuovi guai per lo Stato banchiere. Carige, la cassa genovese, è sull’orlo del baratro e Montepaschi è riuscita nell’impresa di perdere il 30% del valore nell’arco di pochi giorni. Peccato che la banca della sinistra italiana sia stata salvata con i soldi pubblici e che il crollo di questi giorni sia a carico di tutti i sudditi. Il bugiardissimo, però, fa finta di nulla. Il suo treno dei desideri, dei fallimenti e delle promesse mancate evita la stazione di Siena ed è meglio che stia lontano anche da Genova.
Per sua fortuna i titoli di apertura dei giornali di servizio sono dedicati a Totò Riina o a Tavecchio, le immancabili armi di distrazione di massa. Perché mai occuparsi del fallimento delle iniziative di salvataggio delle banche? Perché mai occuparsi di quanto ci costeranno questi fallimenti a ripetizione?
Meglio i soliti servizi zerbinati sulla grande ripresa dell’economia italiana, fingendo di ignorare che restiamo al fondo delle classifiche europee. Meglio non informare i sudditi che la ripresa, in Europa e soprattutto in Italia, è legata alla droga di liquidità immessa da Draghi e destinata a ridursi drasticamente in tempi brevi. Meglio non sentire, non vedere e non raccontare. Informazione all’italiana.
D’altronde se si dovesse cominciare a raccontare anche questi particolari, i media di servizio dovrebbero magari chiedere ai leader politici come pensano di conciliare le loro promesse elettorali con i vincoli che sempre loro hanno concordato con l’Europa. Ma dovrebbero anche sottolineare come il governo stia utilizzando i dati sul Pil per convincere imprenditori stranieri a venire in Italia a fare shopping. Perché è chiaro per tutti che quando si parla di investimenti esteri non ci si riferisce a nuove iniziative ma a semplici acquisizioni di imprese italiane malgestite. Un Paese in svendita, prezzi di saldo, accorrete numerosi. E non vi offriamo soltanto le aziende del Made in Italy ma vi aggiungiamo anche manodopera sottopagata e sgravi di ogni tipo. Libertà di inquinare e di non rispettare le regole, tanto prima che qualcuno chieda il conto, avrete già chiuso tutto e vi godrete i soldi su qualche isola poco affollata.
L’importante, per i lattai di turno trasformati in ministri economici, è poter andare in tv a raccontare che l’Italia è nuovamente un Paese che attrae investimenti. Con miliardi di nuovi posti di lavoro. Come ben sanno i giovani sardi, con una disoccupazione al di sopra del 50%. Ma il lattaio Padoan forse non sa neppure dove sia, la Sardegna.