Fa sempre tanta paura e rabbia quando ci si accorge che telegiornali, talk show, quotidiani mostrano giornalisti e opinionisti che appaiono imbecilli. Ciò è avvenuto in questi giorni in occasione della commemorazione dell’abbattimento (non caduta) del muro di Berlino. Come si può infatti rincrescersi che dopo il positivo segnale dell’abbattimento del muro si torni oggi a costruire muri instaurando così una assurda analogia?

C’è muro e muro. C’è il muro del carcere che impedisce di uscire ai prigionieri, c’è il muro della propria casa che impedisce di entrare agli estranei non invitati; c’è il Vallo di Adriano che tiene fuori i barbari invasori, c’è la Cortina di Ferro sovietica che tiene incarcerati i propri cittadini. Su alcuni muri ci sono sentinelle che armi alla mano tengono distanti coloro che senza autorizzazione pretendono di invadere, su altri ci sono sgherri che sparano ai propri concittadini per impedirgli di riacquistare la libertà.

La nostra civiltà è tale anche grazie a innumerevoli muri che attorno alla nostre città e borghi hanno ostacolato saccheggi, devastazioni, invasioni. Le mura di Vienna, di Costantinopoli, di Roma per secoli hanno difeso la libertà. A proposito di Roma perlomeno stupisce che anche lì, al di là del Tevere, alti gerarchi della Chiesa si confondano riguardo ai muri, proprio lì dove i muri portano i nomi di grandi pontefici.

Ma si sa il politicamente corretto pretende che” muro” sia sinonimo di odio. E gli imbecilli ci cascano, perchè non possiamo pensare che siano in malafede, che deliberatamente speculino sulla sofferenza di milioni di tedeschi per anni tenuti in servitù dai loro padroni comunisti. Con rispetto rallegriamoci che quel muro sia caduto e che altri a difesa della nostra civiltà vengano innalzati.