I Paradise Lost sono un gruppo musicale “gothic metal” britannico. La band si ispira poema di John Milton del 1667 dal titolo omonimo. Si sono formati ad Halifax nel 1988, su iniziativa del cantante Nick Holmes e del chitarrista Greg Mackintosh, sotto l’influenza di gruppi gothic rock come Bauhaus e The Mission. Nel febbraio 1990 la band debutta con la registrazione de Lost Paradise, caratterizzato da sonorità pesanti, il disco è considerato tra i migliori esempi del genere poi denominato dalla critica in “death doom”. Nel marzo 1991 il gruppo pubblica il secondo album, Gothic, disco che, da un lato, ricalca la creatività del precedente album, con l’aggiunta di linee vocali femminili intervallate dal growl maschile, oppure le melodie sinfoniche delle tastiere. Con l’arrivo del nuovo produttore, Simon Efemey, incidono Shades of God (1992), album che prende le distanze dal death metal per andare verso una direzione a tratti indefinita, apprezzato come sintesi tra Joy Division e Atomic Rooster. L’album segna però allo stesso tempo anche lo stop al primo periodo creativo dei Paradise Lost.

Il gruppo, dall’opera seguente, registra una evoluzione musicale, che portò molto disappunto da parte di critici e dei fan della prima ora. Il suono meno spigoloso, inizia ad abbandonare il “death doom” degli esordi e approda ad una forma di “gothic metal” quieto e malinconico. Per la critica il nuovo stile era divenuto troppo “pomposo”, il suono “piatto e già sentito, confezionato per un pubblico medio che è troppo impaurito dal death ed ora può finalmente assaggiare qualcosa di più accessibile”. Questa nuova scelta fu concretizzata con Icon (1993), che garantì simpatie da parte di nuovi ascoltatori ed ottenne un buon successo di pubblico facendo entrare la band nell’olimpo di genere, ma che, allo stesso tempo, segnò l’inizio delle contestazioni lanciate dai sostenitori degli esordi. Nel 1994, infatti, Matthew Archer (batteria) lasciò la band e fu sostituito da Lee Morris, ex batterista dei Marshall Law. Con Draconian Times (1995), i Paradise Lost proseguirono nella loro svolta stilistica, realizzando quello che, a tutt’oggi è il loro lavoro di maggior successo commerciale, anche se divise fortemente la critica che spesso vedeva nella nuova linea un lavoro non brutto, ma “senza grinta, idee, tutto impregnato di vuoto formalismo neodark-deluxe (vedi brani come “Elusive Cure” o “Year For a Change”) che suona falso e pretenzioso, anche se passabile”.

È questo infatti il disco che porta la band ai vertici del successo europeo, soprattutto in Germania e Grecia. Durante il tour la band fu costretta addirittura a suonare in più di un’occasione con un nome diverso, The Painless, per evitare la ressa che c’era abitualmente nei club.La vena più cupa e innovativa della band compare nell’album One Second pubblicato nel 1997, nel quale sperimentarono strumenti elettronici. In questo disco la matrice metal del gruppo viene messa da parte, e a prendere il sopravvento è l’anima “dark wave”: chitarre ovattate e cristalline, ritmi meno tirati, inserti elettronici e concessioni al pop anni ’80 di gruppi come The Sisters of Mercy e Depeche Mode. L’anno successivo la band firmerà un contratto con una major, l’EMI, sotto cui uscirà Host (1999), il loro album più sperimentale. La voce di Holmes subì un cambiamento radicale, passando ad una timbrica pulita e melodica. Questa formula produsse critiche ancor più forti da parte di molti loro fan, ma permise al gruppo di poter allargare il proprio pubblico. Il nuovo millennio porterà la band a riavvicinarsi alle origini, da Believe in Nothing (2001), prodotto da John Fryer, segnato dal ritorno potente ed energico delle chitarre elettriche già registrate in Host. L’album del 2002, Symbol of Life, riconquista i fan. Nel 2004 Lee Morris (batteria) abbandona il gruppo, per essere sostituito da Jeff Singer, presente nella opera seguente: Paradise Lost (2005). In Requiem (2007) segna un ritorno alle sonorità “gothic metal” della fase intermedia della loro carriera. Nello stesso anno, i Paradise Lost intraprenderanno un tour con i Nightwish in Nord America, con i Type O Negative in Europa. Nel 2008 il batterista Jeff Singer lascia il gruppo e, dopo pochi mesi, viene ufficialmente sostituito con Adrian Erlandsson (già Cradle of Filth, At the Gates e The Haunted). Nel 2009 esce il dodicesimo album Faith Divides Us – Death Unites Us in cui riemergono prepotentemente le sonorità doom del passato. Nel settembre 2010 sono stati headliner all’Ozzfest alla The O2 Arena di Londra. Il 2011 è l’anno della registrazione de Draconian Times (1995), la cui uscita è stata anticipata da un tour europeo, dove la band inglese ha riprodotto l’album.  Nel 2012 pubblicano Tragic Idol, disco in cui vengono abbandonate in parte le tastiere e i suoni d’orchestra tipici della band, spostandosi verso sonorità heavy più tradizionali, seguito da The Plague Within, uscito nel 2015, che prosegue la svolta sonora già preannunciata nei dischi precedenti.

Nel 2016 il batterista Adrian Erlandsson lascia la band per ritornare in organico agli At the Gates e ai The Haunted. Il 1º settembre del 2017 viene pubblicato il loro quindicesimo album intitolato Medusa, disco che definisce un “chiaroscuro” ritorno alle sonorità “death doom” degli inizi.

ALBUM

1990 – Lost Paradise

1991 – Gothic

1992 – Shades of God

1993 – Icon

1995 – Draconian Times

1997 – One Second

1999 – Host

2001 – Believe in Nothing

2002 – Symbol of Life

2005 – Paradise Lost

2007 – In Requiem

2009 – Faith Divides Us – Death Unites Us

2012 – Tragic Idol

2015 – The Plague Within

2017 – Medusa