Cara Befana,

scrivo a te perché non so a chi raccontare la mia notte di Natale appena trascorsa, ed anche per avvisarti di una cosa.

Ero andato a letto la sera della vigilia, tutto emozionato, perché il sei dicembre , che mia mamma dice è san Nicola, avevo scritto una lettera a Babbo Natale, con l’elenco di tutti i doni che avrei voluto. Io ci credo a Babbo Natale, nonostante qualche mio compagno di scuola dica che non esiste. Per un po’ di tempo ho cercato di stare sveglio, volevo a tutti i costi vederlo, anche per dimostrare agli amici che io avevo ragione; avevo anche tenuto acceso il cellulare, per fare un “selfie” con lui.

Poi però ero molto stanco e mi sono addormentato ; non so quanto ho dormito, ma ad un certo punto sono stato svegliato da un rumore , a notte fonda. In casa era tutto buio, ma la luce di un lampione filtrava dalla finestra con la tapparella che avevo lasciato apposta a metà. Improvvisamente ho capito perché mi ero svegliato : una figura molto grande , tutta in ombra, era apparsa davanti a me, ai piedi del letto: rintanato nelle coperte , ho guardato meglio ed ho visto un uomo, con una folta barba, un berretto in testa, la pancia sporgente, che con il dito davanti alla bocca mi diceva di fare silenzio: Babbo Natale in persona !

Io sono stato ben zitto e lo ho spiato. Aveva con sé un sacco molto grande, pieno di ogni ben di Dio ! Da un lato del sacco sporgeva un portatile, forse anche una collana, comunque dei bei regali, chissà se c’era anche quello che avevo chiesto io ! Guardando meglio ho notato che la barba era sì folta, ma anche un po’ sporca e così anche il giaccone; d’altra parte, ho pensato , se uno si infila nei camini di tutto il mondo, tanto pulito non può essere. Mentre si muoveva circospetto, cercando l’albero dove posare i doni, ho sentito che puzzava anche un po’ : per forza, ho pensato, le renne a lungo andare, qualche ricordino in giro debbono lasciarlo. Poi ha aperto uno dei miei cassetti, gli ho bisbigliato che se cercava la pila, ce l’avevo io nel comodino e mi risposto “Da, da”.

Parlerà in finlandese, cosa credevo, che si esprimesse in italiano ? Aveva dei bei stivaloni, proprio come nei manifesti della Coca-Cola, però i pantaloni mi sembravano quelli mimetici.  Ad un certo punto , ha urtato qualcosa e si è lasciato andare ad un’imprecazione, d’accordo anche Babbo Natale, se gli pesti i piedi, qualcosa dirà, ed anche in finlandese. Ma a me sembrava un po’ troppo, un po’ esagerato anche per lui.

D’accordo, io credo in Babbo Natale, però scemo non sono. Non sono mica come quelli che parlano a Retequattro , difendono sempre i cattivi ,quelli che rubano, e che mio papà chiama” scemi – buonisti” ed usa delle parolacce, che mia mamma interviene e gli dice “Caro , hai ragione, ma non è che se imprechi contro la televisione quelli ti sentono !” Ho capito che dovevo fare qualcosa e così , mentre l’uomo si guardava intorno , non sapendo se scappare o provare a rubare, di nascosto ho preso il cellulare dal comodino e sotto le coperte ho schiacciato il pulsante che corrisponde al 112, come mi ha insegnato papà.

Quel signore ha cercato di uscire di casa, ma intanto erano arrivati gli unici veri angeli che conosco, quelli in carne ed ossa, i carabinieri. Lo hanno arrestato , si sono fatti dare il saccone, e mi hanno salutato, poi hanno fatto i complimenti per me ai miei genitori che si erano svegliati di soprassalto.

Ora sono passati dei giorni, arriverà il nuovo anno, i carabinieri mi hanno detto che per la Befana, restituiranno a tutti i miei vicini di casa quanto quel signore ha rubato. “Quest’anno sono io Babbo Natale !” mi son detto, quindi non è vero che non esiste!

Ti ho scritto questa lettera, cara Befana, per avvisarti che se vedi degli altri regali oltre ai tuoi , non ti devi offendere, sono solo quelli che gli angeli hanno restituito ai derubati. Ti saluta la mia mamma , che mi ha aiutato a scriverti la letterina.

Come vedi, questa volta è stato proprio un bel racconto di Natale, perché, purtroppo, non sempre accade così.