Talvolta anche i radical chic ragionano e fanno una (piccola) autocritica. Sul New York Times — giornale molto chic e molto global — Farhad Manjoo racconta con efficacia straordinaria l’incubo distopico rappresentato da San Francisco — capitale mondiale dell’élitarismo liberal — e da tutte le maggiori città americane. Tutte governate dai democratici.

San Francisco è la città del boom economico permanente, con un miliardario ogni 11.600 residenti, e quella in cui un quinto della popolazione sopravvive a stento; una città «disseminata di spazzatura, aghi e feci», con i poveri che vivono degli avanzi dei ricchi pescati nei rifiuti e i ricchi che fanno di tutto per tenerli lontani: un riparo per senzatetto è stato bocciato per l’«impatto ambientale» che avrebbe avuto.

Il simbolo di questo atteggiamento è la casa. Per comprarne una di medio valore a San Francisco serve un reddito annuale non inferiore ai 320 mila dollari. Avere una casa a prezzi accessibili per la maggioranza degli abitanti è impossibile per «il restrizionismo esclusivo che è la vergogna della sinistra», ovvero «il rifiuto da parte dei ricchi progressisti di vivere secondo i valori che professano e sostengono a livello nazionale».