La Seconda Sezione Penale della Suprema Corte – presieduta da Stefano Agrò – ha dichiarato inammissibile il ricorso con il quale la procura di Milano chiedeva il ripristino dell’accusa di terrorismo, che avrebbe ridato vigore alle pene più aspre inflitte nel primo processo di appello.

Era stata la stessa Cassazione ad annullare con rinvio le condanne ritenendo non configurabile la matrice eversiva dell’organizzazione neobrigatista «derubricata» a banda armata. Con l’ultima decisione la Cassazione ha definitivamente convalidato gli sconti di pena. Per undici degli imputati la condanna diventa definitiva: la pena più alta è quella inflitta a Claudio Latino, che dovrà scontare 11 anni e mezzo di reclusione. Sono invece 9 per Davanzo, 5 anni e 3 mesi per Gaeta, 8 anni per Ghirardi, 11 anni e 6 mesi per Latino, 10 anni per Sisi, 7 per Toschi, 2 anni e 2 mesi per Caprio, per Mazzamauro e per Rotondi, 2 anni e 4 mesi per Scantamburlo e assoluzione per Scivoli. Sono invece stati tutti respinti i ricorsi degli imputati.