“Potrei anche non candidarmi per la presidenza del Consiglio”. Il bugiardissimo tenta di convincere l’ala sinistra del Pd ad evitare la scissione. Offrendo la disponibilità a riflettere sulla possibilità di un eventuale passo indietro. Ed è facile immaginare quanto possa essere stato preso sul serio da D’Alema, Bersani ed Emiliano. Lo stesso bugiardissimo che aveva promesso il suo ritiro dalla politica in caso di sconfitta al referendum, ora non arriva neppure alla promessa ma si limita ad una ipotesi. Credibile come una copiosa nevicata nel Sahara.
Eppure il bugiardissimo non molla. E, anzi, approfitta delle difficoltà del governo Renziloni che è impegnato a turare alcune delle falle create dal governo Renzi: cioè le stesse persone che hanno provocato i danni, ora devono ripararli. Dunque, grazie alle mance elargite a tutti per motivi elettorali, ora bisognerà pagare di più la benzina. Ma non sarà un problema dei soli automobilisti. L’incremento dei costi di viaggio si riverserà sui costi di tutti i prodotti, l’inflazione tornerà a crescere ma non per effetto di un incremento dei consumi. Solo per effetto dell’incremento della spesa delle famiglie che, ovviamente, non vedranno crescere le retribuzioni. Un capolavoro del bugiardissimo, del lattaio Padoan, di Maria Elena Etruria, di Alfano. Tutti, a parte il premier che governa per interposta persona, rimasti al proprio posto, a far danni.
Ma il bugiardissimo ha fretta di andare al voto. E ha fretta tutta quella parte del Pd pronta ad allearsi con Berlu per gestire il Paese. Gestirlo, non guidarlo. Bisogna arrivare al voto prima della manovra economica d’autunno. Quando si scoprirà che l’aumento della benzina e del carburante è solo un antipastino mignon rispetto alle stangate che ci aspettano per accontentare Bruxelles. Dunque meglio votare prima ed avere le mani libere per massacrare gli italiani. Se no, dopo una manovra lacrime e sangue, chi vorrà ancora votare per i responsabili della macelleria sociale?
Per questo il bugiardissimo sarebbe persino disposto a non candidarsi per fare il premier. Purché si voti subito. Così il governo lo guiderebbe Gentiloni che si assumerebbe l’onere della macelleria. A quel punto, di fronte alle proteste (le può sempre organizzare il bugiardissimo, se le destre ed i 5 stelle non sono capaci), Gentiloni sarebbe costretto alle dimissioni ed il presidente della repubblica potrebbe affidare l’incarico di nuovo a lui, il Bugiardissimo 2. Che sarebbe più forte, perché avrebbe blindato, alle elezioni di questa primavera, i suoi candidati, escludendo la maggior parte dei dalemiani e dei bersaniani.
E i voti per gestire la macelleria sociale? Glieli fornirebbero le truppe di complemento di Berlu. In cambio di qualche sostegno a Mediaset nello scontro con Bolloré…