La recente scomparsa di Francesco Saverio Borrelli, il magistrato che guidò il celebre Pool dell’inchiesta ‘Mani Pulite’, giustamente ricordato – ormai – solo per la parzialità delle sue inchieste e per avere demolito la classe politica italiana della cosiddetta ‘Prima Repubblica’ lasciando però intatta quella del PCI (graziato dalle indagini) mi invita a un’amara riflessione.

La vera mafia che ammorba l’Italia e che avviluppa il nostro Paese è quella degli autoreferenziati, ovvero quanti arrogantemente gestiscono il proprio potere protetti dal perverso meccanismo di una pelosa solidarietà di casta. Siano essi Giudici, Politici locali, Psicologi, Psichiatri, Assistenti Sociali e tutti quelli che operano protetti da una insindacabilità assoluta, che purtroppo ne legittima – di fatto – l’intollerabile ruolo di esponenti di una ‘dittatura democratica’.

Quanto trapelato dal ‘caso CSM’ sembra confermare che esiste un legame inconfessabile ma strettissimo tra una certa fazione e uno dei Poteri dello Stato, che dovrebbe innanzitutto essere garante della sua indipendenza.

Elementi che ritroviamo nelle sentenze di giudici che si rifiutano platealmente di applicare le leggi pur di scarcerare i rei (come avvenuto nello speronamento volontario di Lampedusa), o in quelle di collegi giudicanti formati solo dopo aver valutato l’orientamento dei componenti sulla sentenza che avrebbero emesso (come nel caso dei Minori di Bibbiano).

Parafrasando la celebre massima di Carl von Clausewitz infatti se: «La guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi… non è, dunque, solamente un atto politico, ma un vero strumento della politica, un seguito del procedimento politico, una sua continuazione con altri mezzi.» in Italia si può ormai tranquillamente affermare che le indagini della Magistratura sono da tempo il principale mezzo di continuazione della politica (quando non direttamente ispiratrici della stessa) per condizionare i governi e indirizzare l’opinione pubblica nella direzione desiderata dai poteri mondialisti transnazionali.

Ovviamente questo avviene in molti (troppi) casi ma fortunatamente però esiste anche una parte sana della Magistratura che avrà d’ora in poi il difficile compito di ridare credibilità a un’istituzione in crisi di credibilità.