Per settimane tutti quanti a dire, scrivere, urlare, strillare, tweetare “Je suis Charlie”. Oggi nessuno dice, scrive, urla, strilla, tweeta “Je suis Muadh al-Kasasibah”, nonostante il fatto che, a differenza di un giornale oscenamente (e inutilmente, stupidamente) blasfemo, il pilota giordano — un convinto musulmano sunnita —  abbia dimostrato di essere, prima che un soldato, un vero uomo anche di fronte ai demoni che lo hanno arso vivo.

La decadenza della nostra civiltà — o almeno ciò che ne rimane — è tutta qua.