Nel XX secolo non è trascorso anno senza che non ci sia stato, in qualche parte del mondo, uno sterminio di massa. Il numero delle vittime raggiunge la cifra di circa 83 milioni di uomini, se però aggiungiamo coloro che sono morti per carestie indotte arriviamo a 127 milioni, secondo stime prudenti, 175 secondo altre.

Di questi se il comunismo è stato di gran lunga responsabile del maggior numero di morti, circa ottantacinque milioni, il nazismo detiene il macabro primato di più vittime in media per anno, mentre il Khmer rosso Pol Pot ha fatto sterminare un quarto del suo popolo in tre anni e mezzo.

Il Novecento è iniziato subito con il massacro del popolo Herero , nell’Africa del Sud Ovest, ad opera del generale tedesco von Trotha, nel 1904.

Durante la prima guerra mondiale i Turchi eliminarono i due milioni di armeni che vivevano nei loro confini. Quando Hitler diede il via, in Polonia, alla creazione del sistema dei lager, fece questa famigerata osservazione :” Chi, dopo tutto, parla oggi dello stermino degli armeni?”.

Di fronte a tutti questi stermini la domanda che ci si pone è perché sono potuti accadere, perché nessuno si è ribellato, perché ordini così brutali e disumani sono stati accettati ?

La prima risposta che si è tentata di dare è che gli ordini non si discutono, che la paura di disobbedire sovrastava qualsiasi obiezione morale.

Si è dimostrato che l’ipotesi della coercizione è falsa. Durante l’Olocausto nessun carnefice fu mai punito per essersi rifiutato di uccidere gli ebrei. I comandanti dei campi dissero esplicitamente ai loro sottoposti che non erano obbligati ad uccidere e quasi tutti scelsero di sterminare gli ebrei, compresi i bambini.

In un caso una compagnia teatrale di attori tedeschi che recitava per le truppe, chiese di unirsi ai carnefici nel lavoro nei lager.

Un’ altra tesi, diffusa da Hanna Arendt con l’espressione “banalità del male”, sostiene che una forma mentis di tipo burocratico si instauri nei carnefici e faccia perdere loro ogni considerazione sull’effettiva malvagità dei loro atti.

Le camere a gas sarebbero dovute servire a questo, a spezzare il rapporto diretto carnefice-vittima, in realtà la maggior parte delle morti avvenne per fucilazione.

I massacri delle foibe, le decapitazioni dei Tutsi da parte degli Hutu, i soffocamenti dei Khmer rossi, non possono essere certamente definiti atti burocratici.

Eichmann, il responsabile organizzativo dell’Olocausto si vantò sempre dei milioni di uomini che aveva ucciso :”Riderò quando salterò dentro la tomba, al pensiero che ho ucciso cinque milioni di ebrei. Mi dà molta soddisfazione e molto piacere.”

Cercando di discolparsi durante il processo, Eichmann invocò l’alibi dei tempi, per cui era normale pensarla così. Decenni dopo la medesima squallida scusa fu invocata dagli sprangatori rossi sessantottini.

Si è anche sostenuto che la popolazione in Germania non sapesse, che i massacri avvenissero lontano dagli sguardi della gente, in realtà si è calcolato che almeno cinquecentomila tedeschi fossero coinvolti nel lavoro dei lager.

Emblematico il caso del soldato delle SS Mundschutz che, per un cedimento di nervi, chiese al suo colonnello di essere esonerato dai compiti di carnefice. Non disse mi ripugna questo incarico, non si vantò di avere ancora sentimenti umani, chiese invece scusa per non essere stato un buon nazista, per aver mancato per codardia ai suoi compiti.

Nel popolo tedesco l’idea di grandezza e di potenza predominavano su quella di libertà . Non erano tollerati i deboli o gli inferiori , coloro che ostacolavano il predominio della cosiddetta razza ariana. Nel vocabolario tedesco non esiste la parola decadenza, si prende a prestito dal francese il termine “décadence”.

Nel comunismo è l’invidia che genera l’odio, il proletariato contro il padrone, ma c’è anche l’invidia di popoli. Gli slavi invidiavano la grande cultura umanistica occidentale, la tradizione classica.

I comunisti titini compirono orrori terribili, di cui le foibe rappresentano solo un capitolo. Il campo di concentramento dell’Isola Calva fu una vergogna che pochi conoscono. Vi morirono tanti italiani, fascisti, nazionalisti, ma anche comunisti. Perché quando i rossi raggiungono il potere, poi si uccidono tra loro.

Ma c’è qualche popolo che è rimasto immune dall’accusa di genocidio ?

Non certo gli Stati Uniti , nati dal genocidio degli indiani nativi, senza dimenticare Nagasaki e Hiroshima e nemmeno i bombardamenti su Dresda.

Non i brasiliani che hanno sterminato decine di migliaia di indios.

Certamente invece i danesi che, prima di essere invasi, salvarono quasi tutti gli ebrei della Danimarca traghettandoli nella Svezia neutrale.

Il re del Marocco, Mohammed V , diede rifugio a molti ebrei nonostante le minacce di Hitler, ed ancora oggi il paese nordafricano è immune da contaminazioni jihadiste.

Nonostante l’orrore delle leggi razziali ,“gli italiani diedero poco frequentemente aiuto ai tedeschi” , questa affermazione è contenuta in testi di storia di fonte anglosassone. Il genocidio non è nella nostra indole e nella nostra cultura, anche se gli eccidi nel “triangolo della morte” in Emilia nell’immediato dopoguerra potrebbero smentire questa affermazione.

L’uso di gas in Etiopia è addirittura ridimensionato da corrispondenti di guerra inglesi come Evelyn Waugh.

Nemmeno la tratta degli schiavi che sterminò venti milioni di africani ci riguarda.

Anche se proprio le due figure simbolo dell’Italia, Cristoforo Colombo e Giuseppe Garibaldi furono sfiorati dall’accusa di essere stati occasionalmente quelli che oggi chiameremmo ”scafisti”.

Il primo soggiornò per poco tempo al forte di Elmina a Cape Coast, nel Golfo di Guinea, da dove partivano le galere cariche di schiavi per i mercati occidentali. Oggi quel luogo è meta di pellegrinaggio per molti afroamericani, che si emozionano di fronte a quel campo di sterminio.

L’Eroe dei due Mondi fu accusato di aver trasportato, nascosti nella stiva della sua nave, una cinquantina di cinesi in un suo viaggio dalle Filippine al Perù.

Il passaggio ad un altro secolo non deve farci pensare di aver svoltato pagina.

150 milioni di cristiani sono attualmente perseguitati nel mondo, in Cina e Nord Corea sono tuttora operativi i laogai, i lager asiatici, ed i tagliagole dell’Isis ci minacciano da vicino.

Poche settimane fa la televisione araba Al Jazeera ha censurato per alcuni giorni la notizia della morte di alcuni ostaggi ebrei nel supermercato kasher di Parigi.

Non è una bella prospettiva per il futuro.

Fonti :

D.J.Goldhagen – Peggio della Guerra

Enciclopedia Britannica

E.Waugh In Abissinia

S.Zecchi Rose bianche da Fiume

AA.VV. Il libro nero del comunismo

D.Gnola Diario di bordo del capitano Giuseppe Garibaldi