La strategia mostrata fin qui da Conte è perversamente fine nel deviare la rabbia popolare verso obbiettivi visibili e limitati al fine di mascherare l’inettitudine del governo e salvare la sua credibilità che sondaggi alquanto discutibili danno come elevata.
Facciamo quattro esempi:

1) l’ultimo in ordine di tempo: le mascherine a 50 centesimi. Conte annuncia a reti unificate che d’ora in poi le mascherine saranno in vendita a 50 centesimi l’una. Le persone, in tutta Italia, vanno in farmacia e nei supermercati e scoprono che nessuno le vende a quel prezzo e non lo farà neppure in futuro. Ovviamente nessuno può vedere un prodotto a meno di quanto lo acquista. L’unico risultato possibile è che le mascherine spariranno dal mercato. E si creerà un mercato nero delle mascherine come non si vedeva dal 1945. Ma il popolino, quello più ignorante delle basi economiche non se la prenderà con Conte, se la prende con il farmacista del paese: “ladro” o la cassiera del supermercato colpevoli di essere avidi. Ce li ha davanti e può riversargli contro la sua bile “guadagnano già tanto, cosa gli costa?” è il ragionamento del fesso di turno.

2) I prestiti delle banche. Conte annuncia a reti unificate che il suo governo ha fatto “uno sforzo poderoso” “una potenza di fuoco mai vista” per dare “400 miliardi di liquidità” alle aziende e alle partite Iva. Così il commerciante va in banca e scopre che per avere il prestito ci vogliono una marea di carte e un’enorme lunghezza burocratica, scopre che viene concesso solo ai buoni pagatori, scopre che non sono 25.000 euro ma al massimo il 25% del fatturato con un tetto di 25.000, scopre che non è a tasso 0 ma al 2% di interessi, scopre che i tempi sono lunghissimi. Ma non se la prende con Conte che per questa “manovra poderosa” ha piazzato solo 1 miliardo (cioè nulla, la manovra più moscia del mondo e non in senso metaforico), se la prende con il direttore della banca. Anche perchè Conte continua a dire cazzate tipo chiedere “un atto d’amore alle banche” che è un ossimoro di suo. Così il commerciante esasperato insulterà il povero direttore colpevole di eseguire i piani del governo e non il governo;

3) i soldi per i poveri: un mese fa Conte aveva detto che avrebbe dato 4,4 miliardi ai comuni per aiutare le persone in crisi e che i sindaci avrebbero avuto ancora una volta “somme enormi” e che “nessuno sarebbe stato lasciato indietro”. Ma i soldi erano in massima parte trasferimenti già dovuto ai comuni, era l’IMU che spettava già di diritto e già impegnati nel bilancio e i sindaci non avevano soldi da dare alla gente in difficoltà. E così il popolino arrabbiato se l’era presa con il sindaco.

4) ce ne sono tanti altri di esempi di questo tipo, ma il più grosso e importante è l’ultimo. E’ l’idea conculcata nelle persone che se il contagio è stato più dannoso in Italia che in altri paesi (poi su questo occorrerebbe fare un’analisi più seria) non è stato a causa della disorganizzazione del governo stesso che ancora non riesce a elaborare (dopo due mesi!) una strategia coerente e continua con soluzioni estemporanee e affidandosi (unico esempio al mondo!) a 450 “esperti” che dicono tutto e il contrario di tutti e sono uniti al governo solo dalla paura di prendere qualsiasi decisione a causa anche di una magistratura sempre pronta a processare qualsiasi scelta ex-post. No non è colpa loro: è colpa del tuo vicino di casa che fa una camminata, è colpa “degli itaGLIani” che non rispettano le regole (sfruttando così la caratteristica più deleteria del nostro popolo, l’autoconvinzione di essere peggiori degli altri, mentre siamo stati più ligi di tedeschi, spagnoli, francesi e svedesi). A questo servivano le sceneggiate degli elicotteri a caccia delle coppiette o del solitario bagnante che tanto hanno fatto ridere all’estero.

In sunto Conte è riuscito nel far entrare un concetto negli italiani più creduloni: se le cose van male non è colpa mia, ma del tuo vicino di casa. Odialo che è lui il colpevole di tutto.
Non è nuovo questo concetto: l’aveva inventato Mao nel momento della grande carestia avvenuta durante il Grande Balzo in avanti. Morirono di fame decine di milioni di persone a causa degli errori del governo. Ma Mao fu abile a dare la colpa ad ogni singolo capovillaggio. Così i contadini del singolo villaggio rurale o comune, avevano un nemico visibile e sfogavano su di lui la propria rabbia. Rabbia legittimata dal governo che l’aveva indicato come unico colpevole di tutti i loro mali.