Dopo mezzo secolo riappare il fantasma dell’autolesionismo di una destra fatta tutta di ordine e disciplina. Che si tratti di una mutazione del DNA, una drammatica e autolesionistica ‘coazione a ripetere’ o semplice cecità politica, non è dato sapere. Fatto sta che, comunque, i rappresentanti politici del variegato mondo neofascista (a parte le frange più estreme) non riescono proprio a resistere al fascino di una deriva manettara fatta tutta di ‘ordine e disciplina’, anche quando questa è costituita dal dare sostegno a una vera e propria persecuzione antidemocratica ai danni degli italiani.

Ecco dunque che da ‘destra’ si invocano inflessibilità per le manifestazioni di insofferenza nei confronti della limitazioni imposte da Conte coi suoi famigerati DPCM alle libertà fondamentali dei cittadini italiani e dei loro diritti inalienabili, solo perché promosse da un’area politica diversa dalla loro.

Che si tratti dell’ennesima occasione perduta, per trovare unità d’intenti tra le forze di opposizione, pare un po’ più che un’ipotesi. Come insegna la storia recente, infatti, fu proprio a Valle Giulia, nel 1968, agli albori della contestazione studentesca, che si consumò il primo atto (potremmo dire l’elemento costitutivo) della strategia della tensione e degli opposti estremismi che insanguinò l’Italia negli anni successivi.

Con la calata dei Volontari Nazionali del MSI, inviati a Roma da tutta Italia da Almirante, contro gli occupanti dell’università a sostegno di Governo e polizia venne infatti scavato un solco profondissimo che ancor oggi non è possibile colmare (probabilmente proprio il risultato cercato da DC e USA).

Ancora una volta, in una situazione di drammatica emergenza, incapaci di interpretare i segnali che vengono dalla società, alcuni eredi del MSI sembrano schierarsi nel sostenere le persecuzioni poliziesche di un Governo liberticida che ha sospeso le garanzie costituzionali e sta strangolando l’economia, pur di ribadire la propria adesione a schemi politici privi di senso.

Eppure ci vorrebbe poco a capire che oggi il confronto non è più tra destra e sinistra ma tra chi vuole la salvezza dei cittadini e della Nazione e chi è guidato da altri interessi. Ancora una volta persi nella drammatica riedizione di visioni di corto respiro, politici con la profondità di pensiero degna di un amministratore di condominio sono impegnati più a gratificare il proprio bacino di consenso che ad osservare la realtà oggettiva.

Ecco la condanna, nel più puro stile reazionario, per manifestanti che chiedono interventi per il mondo del lavoro o il ristabilirsi delle garanzie costituzionali da troppo tempo sospese da decreti di dubbia legittimità. Nessuna azione reale viene, purtroppo, però ipotizzata in modo coordinato a favore degli italiani, mentre tutti sono impegnati solo a curare il proprio orticello.

Se tutte le opposizioni non troveranno un terreno comune facendo una strenua battaglia per impedire tra poche settimane perlomeno la conversione in legge del DL 19/2020 (così da annullare tutte le inique sanzioni che hanno colpito migliaia di cittadini), invece di richiederne la feroce applicazione, si ribadirà dunque, nei fatti, solo la loro complicità con l’anti italiano Governo Conte.