Buone notizie dalla Siria. Il 23 aprile Nostra Signora della Dormizione, la cattedrale della diocesi greco-melkita ad Aleppo, gravemente danneggiata nel 2013 dai bombardamenti, è stata riconsacrata al termine dei lavori di restauro. In occasione della Pasqua le campane della chiesa hanno ripreso a suonare e il patriarca di Antiochia dei greco-melkiti, Youssef Absi, vi scorge «un simbolo della risurrezione della Siria». È stato lui a presiedere i riti di riapertura della cattedrale, affiancato dal nunzio apostolico in Siria, cardinale Mario Zenari, e dall’arcivescovo di Aleppo dei greco-melkiti, Jean-Clément Jeanbart. Quest’ultimo ha sottolineato il fatto che la chiesa restaurata «è la prima cattedrale edificata dai melchiti in epoca ottomana. È dunque un patrimonio che ravviva il nostro amore per la patria».

L’edificio sorge nel vecchio quartiere cristiano di Al-Jdayde, diventato durante la guerra linea del fronte, teatro di aspri combattimenti. Sul finire del 2013 il conplesso venne colpito nel corso della battaglia di Aleppo: il tetto, la cupola, l’ingresso e la sacrestia andarono distrutti. La cattedrale divenne inagibile.

Costruita nella prima metà del XIX secolo, per i melchiti è uno dei luoghi di culto più importanti dal punto di vista storico e liturgico. Fino al 2011, prima cioè che iniziasse la guerra in Siria, si stimava che la comunità melchita ad Aleppo fosse composta da 18.000 persone. Nel 2015 non ne restavano più di 12.000.