La sinistra è sempre uguale: quando non sa replicare agli argomenti altrui attacca l’avversario sul piano personale infamandolo con etichette ed accuse ripetute in modo ossessivo ed incontrollato. Cosi’ Salvini è diventato “odiatore e filonazista”, la Meloni una” becera invasata della Garbatella”, altro non sanno dire, e tralasciamo Berlusconi che qualche epiteto se lo è andato anche a cercare.

La proposta di intitolare una via ad Almirante in molte città d’Italia ha portato i trinariciuti nostrani a riproporre accuse preconfezionate nei confronti del leader del Msi. Cosi’ Almirante è diventato un firmatario del “manifesto della razza”, quasi fosse uno dei dieci scienziati che realmente lo stilarono oppure un “fucilatore di partigiani” ed altri simili vigliaccate. Nessun tentativo di analisi politica o storica, solo la scorciatoia della calunnia.

Questi poveretti dotati di tre narici non si rendono nemmeno conto che atteggiamenti talmente faziosi diventano nel tempo controproducenti. Se Bettino Craxi oggi viene definito un gigante della politica italiana a dargli tale definizione hanno contribuito iconograficamente le immagini del linciaggio da lui subito a suon di monetine dalla plebe comunista.

Nessuno si chiede cosa sarebbe stato della nostra povera Italia se al posto di Almirante e di Berlinguer ci fossero stati altri, a capo dei loro rispettivi partiti. In anni di forte tensione politica, dove sul nostro territorio si combattevano i servizi segreti di mezzo mondo, dove gli agguati, gli assassinii si ripetevano con tragica puntualità, dove stragi venivano impunemente compiute e le indagini pilotate in modo compulsivo sempre in una direzione, sarebbe stato molto facile perdere il controllo della situazione e far precipitare il paese in una guerra civile.

Sarebbe stato facile, forse anche giustificabile, restituire odio a chi gettava odio, gridare vendetta, rinfocolare tutti i rancori che covavano negli animi; né Almirante e nemmeno Berlinguer lo hanno fatto salvandoci dal baratro in cui tanti prezzolati avrebbero voluto gettarci.

Questi sono meriti storici, su questo vanno fatte le analisi politiche che i nani di oggi non possono comprendere.

Quando Giorgio Almirante volle aggiungere al MSI la dizione Destra Nazionale, lo fece per intraprendere la via della pacificazione nazionale. Promosse la fondazione della ” Costituente di destra per la libertà”  chiamando a raccolta tutti coloro che erano pronti a difendere l’Italia dalla minaccia reale del comunismo.

Vi aderirono personalità di alto livello come l’ammiraglio Gino Birindelli, medaglia d’oro al valor militare, il comandante partigiano Enzo Giacchero, il cattolico osservante Agostino Greggi  e molte altre personalità animate da sentimenti  patriottici, identificando nel MSI il solo partito in grado di attuare una vera politica anticomunista e libero da compromessi di potere con il PCI.  I partigiani di estrazione cattolica o monarchica erano quelli che sul campo avevano compreso di che pasta fossero fatti  gli alleati comunisti ed avevano iniziato a temerli.

Ricordo l’avvocato Adamo Degli Occhi a Milano, partigiano monarchico e tra i fondatori della Maggioranza Silenziosa, uomo coraggioso e  generoso; personaggio scomodo per il regime di allora, per farlo fuori gli attribuirono perfino la responsabilità della strage di Brescia. Quando finalmente ne fu dichiarato estraneo il suo cuore era ormai definitivamente logorato e mori’ lasciando una famiglia anch’essa molto provata.   

Ricordo anche l’avvocato Alfredo Belli Paci, uomo limpido e appassionato, un cattolico di destra , antifascista vero, di quelli che rischiarono la pelle, che si schiero’ con il MSI perché credeva in Almirante e decise di candidarsi, nonostante la contrarietà della moglie, nelle liste della fiamma tricolore alle politiche del 1979. La moglie Liliana Segre, oggi senatrice a vita, sopravvissuta all’inferno di Auschwitz, non riuscì a comprendere quella scelta di campo e nacquero forti dissidi familiari; tutto si ricompose quando Alfredo Belli Paci fece prevalere i valori della famiglia su quelli della politica, senza rinnegare nulla. Uomini di alto livello, di vera cultura, di grande umanità, portatori di valori che si rispecchiavano nella loro vita, capaci di guardare lontano.

Oggi per bassi calcoli politici piccoli uomini senza spessore e senza cultura vorrebbero ricacciarci indietro in un mondo di contrapposizione ideologica, di odio fine a se stesso, di discriminazione a senso unico. A testa alta Almirante, Berlinguer, Craxi ognuno a suo modo morto sul campo, sono i soli sopravvissuti nella memoria e nel rispetto popolare, gli unici ad avere lasciato un’eredità spirituale ed un insegnamento ai propri contemporanei: ma in questa monca democrazia dei tre  uno soltanto ha avuto vie e piazze a lui dedicate senza ostracismi, perché una sinistra ottusa e prevaricatrice detta ancora legge.