Quando nella magistratura ci sono soggetti come Luca Palamara, cosa può attendersi un cittadino che spera in una giustizia equa ? Palamara, per chi non lo sapesse, dato che i giornaloni hanno messo la sordina a questo ennesimo scandalo delle toghe, è l’alto magistrato che ha ricoperto incarichi di rilievo sia nel Consiglio superiore della magistratura, dove è entrato nel 2014 (Csm, l’ organo di autogoverno della magistratura), sia all’ Associazione nazionale magistrati (Anm, il principale organo di rappresentanza dei magistrati), di cui è stato presidente nel quadriennio 2008 – 2012. Nel luglio dello scorso anno è stato sospeso dal Csm a seguito di alcuni scandali che lo hanno coinvolto. Le sue vicende hanno travolto alcuni magistrati e provocato anche le dimissioni di sei consiglieri del Csm, sottoposti a procedimento disciplinare. Palamara, tra l’altro, ha pilotato alcuni considerevoli incarichi e nomine nell’ ordinamento della giustizia. Tra questi anche quelli degli uffici giudiziari della Procura di Roma, dopo che Francesco Pignatone aveva lasciato l’ 8 maggio scorso il suo incarico al compimento dei 70 anni (Pignatone è il magistrato che per mania di protagonismo aveva elaborato il teorema della cupola mafiosa nella capitale. E’ stato clamorosamente smentito dalla Cassazione).

Fingendo di ignorare il suo ruolo, è stato promotore di incontri con personaggi della politica (Pd), dello spettacolo, dello sport e di altri settori della società civile. Le intercettazioni a cui è stato sottoposto dalla procura di Perugia che nel maggio del 2019 lo ha indagato per corruzione in merito al “mercato delle toghe”, hanno messo in risalto anche i suoi orientamenti politici quando ha suggerito ad alcuni suoi colleghi che Matteo Salvini “doveva essere abbattuto”. A metà giugno la controversa e delicata nomina di Raffaele Cantone a procuratore di Perugia ha fatto emergere in maniera incontrovertibile la melma in cui versa la magistratura di casa nostra: accordi tra politici e giudici per le nomine ai vertici delle Procure, conflitti insanabili tra le correnti, raccomandazioni a qualsiasi livello, agevolazioni per parenti ed amici, eccetera ( Il 20 giugno Palamara è stato espulso dall’ Anm “ per gravi e reiterati violazioni del codice etico” mentre la procura generale della Corte di Cassazione ha concluso la prima fase dell’istruttoria disciplinare a carico dei magistrati coinvolti nel caso e ha chiesto il processo alla sezione disciplinare del Csm per 10 magistrati, relativamente all’incontro avvenuto in un albergo di Roma in cui si discuteva di nomine ai vertici delle principali procure italiane. Il giudizio disciplinare è stato chiesto oltre che per Palamara, per i 5 ex togati del Csm dimissionari lo scorso anno, Antonio Lepre, Luigi Spina, Corrado Cartoni, Gianluigi Morlini e Paolo Criscuoli, Cosimo Ferri, l’ex pm romano Stefano Fava, l’ex pm della Dna Cesare Sirignano più due magistrati segretari del Csm, per uno dei quali la richiesta di giudizio disciplinare era già stata avanzata.. Polemica e minacciosa la replica di Palamara all’ Anm e al Csm: “Farò i nomi di chi era parte del sistema. Mi cercavano in tanti, ora sono tutti spariti”).

L’offensiva della magistratura contro Berlusconi

 

Quando Berlusconi ha saputo come Luca Palamara, leader della corrente di Unicost, Unità per la costituzione, progettava con la sua combriccola l’offensiva contro Salvini, ha confessato di avere rivissuto i ventisei anni di inchieste contro di lui per abbatterlo. Ogni volta che, per difendersi, ha criticato la magistratura per l’ uso distorto della giustizia per danneggiarlo politicamente è stato immediatamente accusato di volere delegittimare la magistratura. E’ stato costretto “a combattere un quarto di secolo di battaglie contro le ‘toghe rosse’, la ‘magistratura politicizzata’, gli ‘impiegati dello Stato pagati con i soldi dei cittadini che tramano contro il presidente del Consiglio”.
Basti pensare che il 21 novembre 1994, mentre presiedeva a Napoli una conferenza mondiale sulla criminalità promossa dalle Nazioni Unite, la Procura di Milano che indagava su Fininvest, gli inviò un “invito a comparire”. La notizia era stata già diffusa ad arte poche ore prima dell’inizio della conferenza dalla stampa dove si parlava di un “avviso di garanzia” e non di “un avviso a comparire”. Come non ricordarsi che il Cavaliere da soli sei mesi era il nuovo presidente del consiglio? Anche nel 2013 Berlusconi, subendo un’ ingiusta condanna per “frode fiscale” nel processo a Mediaset venne estromesso dal Parlamento. Dopo la conferma in appello della sentenza, un giudice Amedeo Franco, confidò al Cavaliere, davanti ad alcuni testimoni che la condanna, “autentica porcheria” era stata “pilotata” dall’alto.
Ci siamo brevemente soffermati su questi episodi perché certa magistratura, quella che ha tentato di colpire Berlusconi e con lui il centrodestra, quella che vuole “abbattere” Salvini, invece di rispettare la Costituzione, ponendosi al di sopra delle parti, continua a fare politica a favore dei partiti e dei movimenti post comunisti.
A questo proposito ci sovvengono le dure frasi dell’allora emerito presidente della Repubblica, Francesco Cossiga che, nel 2008,nel corso di una trasmissione a Sky Tg24 condotta da Maria Latella (presente anche Palamara ) dove si commentavano le dimissioni di Clemente Mastella da ministro della Giustizia, definì l’Associazione nazionale magistrati “un’associazione sovversiva di stampo mafioso” ? Da sottolineare che Palamara, che era presidente dell’ Anm si limitò a farfugliare.

Chiudete Casa Pound!

 

Alla schiera di questi magistrati appartiene anche il pm romano Eugenio Albamonte del gruppo Area, il cartello delle toghe di sinistra di Magistratura democratica e Movimento per la giustizia. Per dimostrare il suo orientamento anche recentemente, il 25 aprile scorso, ha pubblicato sul suo profilo Facebook la bandiera dell’ Anpi, ( poi rimossa) proclamando di essere “antifascista”. Ebbene Albamonte è il pm che sta indagando su CasaPound ed ha chiesto il sequestro del palazzo di via Napoleone III occupato da 17 anni dal Movimento della Tartaruga. “ Una magistratura così è roba da Corea del Nord”, ha detto giustamente Simone Di Stefano, leader di Casa Pound.
E’una magistratura che agisce a senso unico, aggiungiamo noi. Vorremmo chiedere all’ ineffabile Virginia Raggi che ha plaudito l’iniziativa di Albamonte come mai non spende una sola parola per le occupazioni di altri stabili anche nel cuore di Roma. Ha timore di essere sculacciata da papa Bergoglio o sbeffeggiata dai centri sociali che si sono impossessati di interi edifici dove l’ illegalità è la regola? In alcuni casi si spaccia, le risse sono all’ordine del giorno, si organizzano feste abusive, avvengono stupri, sono avvenuti persino omicidi e suicidi.

Alcuni esempi. Il centro sociale Spin Time Labs all’ Esquilino occupa uno stabile dell’ Investire Sgr dal 2013. E’ stato trasformato in un alloggio per circa 200 famiglie che versano un contributo a chi gestisce i locali. Nel maggio scorso é stato al centro delle cronache per la sortita dell’ Elemosiniere del Papa, cardinale Konrad Krajewski che ha riallacciato personalmente e abusivamente la corrente che era stata staccata dall’Acea qualche giorno prima. L’alto prelato ha provocatoriamente lasciato il suo biglietto da visita dopo essersi calato nella cabina elettrica per ripristinare la luce. La giustificazione del suo gesto : “Io faccio l’elemosiniere e mi preoccupo dei poveri, di quelle famiglie, dei bambini. C’erano 400 persone ( sono molti di meno. N.d.R. ) Ora hanno luce e acqua calda, finalmente. Avevano frigoriferi spenti, bagni intasati, anche perché la pompa di collegamento alla fogna aveva bisogno di elettricità”.
E’ mai possibile che il benefattore del Vaticano non sapesse che in quello stabile si trovavano una discoteca e una scuola di ballo? Tutte attività a pagamento. Che vengono organizzate delle feste abusive con vendita di alcolici anche ai minori? E che lo scorso Capodanno migliaia di persone hanno partecipato al party, senza permessi, vendita di alcolici e spaccio di droghe?

Violenze, truffe, omertà

 

Conventi trasformati in hotel e pensioni. Come mai il cardinale elemosiniere non ha dimostrato la sua benevolenza verso i poveri, bambini, vecchi, malati del Centro sociale, senza luce, acqua, servizi igienici, ordinando ad uno dei tanti conventi che abbondano a Roma e provincia di aprire le proprie porte per un gesto di solidarietà? Questi conventi svuotati ormai di suore, frati e similia, per mancanza di vocazioni, sono di proprietà del Vaticano, adeguatamente attrezzati come alberghi o pensioni per ospitare ( con tariffe agevolate) le migliaia e migliaia di pellegrini che vengono annualmente in Italia per recarsi a San Pietro o visitare la capitale. Ovviamente sono gestiti direttamente da preti e suore. Invece di esibirsi nella farisaica e, sotto alcuni aspetti esilarante esibizione per attaccare la luce, non sarebbe stato più agevole e caritatevole un intervento verso uno di questi “conventi” acchiappa soldi (che non pagano nemmeno l’IMU ) per sistemare almeno provvisoriamente questi disgraziati? A titolo di cronaca. Dopo l’allaccio gli arretrati all’Acea non sono stati pagati ( 300 mila euro) perché il prete si è ben guardato di tirare fuori i quattrini, come promesso. Ma di Spin Time ce ne sono altri, 23 secondo la questura, al centro come nella periferia, pilotati dal cosiddetto antagonismo romano, riconducibile alla galassia di Action.

A San Lorenzo c’è il cinema Palazzo dove qualche volta si è recata l’ex Br, Barbara Balzerani. Durante un dibattito Nunzio D’ Erme, rivolgendosi a Barbara Balzerani, condannata a più ergastoli, anche per la strage di via Fani, il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro, le ha detto di invidiare la sua storia, “ senz’altro la più bella” , anche se “l’hai pagata tutta, ma ti sei pure divertita”. ..
In verità la Balzerani, nome di battaglia Sara, soprannominata la “primula rossa” , perché considerata inafferrabile, non l’ha “pagata tutta” come afferma D’Erme. Dopo avere militato in Potere Operaio, ha abbracciato la lotta armata al seguito di Mario Moretti, uno dei componenti del nucleo storico delle Brigate rosse E’ stata catturata soltanto nel 1985 e, solo dopo dieci anni di carcere, ha ottenuto il permesso per il lavoro esterno. Nunzio D’ Erme è un ex consigliere comunale di Rifondazione comunista a Roma, leader delle occupazioni, responsabile del Centro sociale Corto Circuito a Cinecittà Est che ha sede in una scuola dismessa in via Guglielmo Serafini.
Altre occupazioni sono quelle di viale delle Province 196, edificio in mano agli antagonisti dal 2012, dello stabile di via Tiburtina 1250 occupato dal 2016, di quello in via Matteo Battistini 113, occupato dal 2013. All’ Acrobax, nel quartiere Marconi, occupato dal 2002 ( con un decreto di sequestro preventivo datato 2003), si svolgono feste abusive con ingresso a pagamento. Eccetera, eccetera, eccetera.
Di fronte a questa catastrofica situazione, la signora Virginia Raggi ha la faccia tosta di lodare le faziose indagini di Eugenio Albamonte contro i pericolosi “fascisti” di Casa Pound. Si guardi allo specchio, signora “sindaca”. Allo specchio …..